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Lavoro Musica

We can be DJ Hero

"Water", dalle Peel Sessions di PJ Harvey, apre l'eroe.
"Water", dalle Peel Sessions di PJ Harvey, apre l'eroe.

Il punto di non ritorno della noia è randomizzare l’hard disk della musica: “Musicassago”. Cento giga di proposte e nessuna selezione volontaria per palese mancanza di voglia di. iTunes ha la sua bella funzione “scegli tu per me qualcosa e speriamo che vada bene”. Non varrebbe la pena riportare tutto su blog, ma è gratis, quindi perché no? Certo, non ci si può, poi, aspettare una cosa alla Babich. Ma d’altronde, se lui punta sulla qualità, io vado dritto per l’autostrada coperta della quantità.

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Musica

Melinda: dove vuoi tablare oggi?

    Costoso, troppo costoso: iTunes prova a migliorare?
Costoso, troppo costoso: iTunes prova a migliorare?

Il problema col digital delivery è che ti fregano i soldi nella stragrande maggioranza dei casi. Quando non succede è perché si parla di digital delivery al… mmm… 100%? Facciamo che mi spiego: il digital delivery di una faccenda che già poteva essere “deliverata” in altra maniera è di solito una violenza con le schegge di legno. Il download previo acquisto di qualcos’altro che invece esiste solo in funzione della possibilità di distribuirlo digitalmente, funziona già meglio. Due esempi per volerci bene: digitale con stupro è iTunes e buona parte dei giochi nuovi “che contano” su Steam ; digitale che gli vogliamo bene è buona parte dell’offerta Xbox Live Arcade, PlayStation Network e WiiWare.

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Musica Videogiochi

Rock Band Network: il nuovo iTunes

Rock Band Network: soldi facili?
Rock Band Network: soldi facili?

La presentazione, da parte di MTV Games ed Harmonix, del progetto Rock Band Network è il punto di arriva e di partenza. L’esplosiva conseguenza di uno stato di fatto, ovvero della drammatica e affannata rincorsa del mondo delle etichette discografiche al mondo reale, quello vero, fuori, che gira e continua sempre più a sbattersene altamente dei negozi di dischi e dei relativi formati fisici. Appallottolati in posizione fetale nella crisi dell’industria da anni, i discografici “che ne sanno” hanno capito da tempo che i videogiochi musicali sono una delle due o tre vie da percorrere con tutte le scarpe e senza cravatta se si vuole tentare di sopravvivere con decenza. Una è iTunes, una è appunto quella a base di Les Paul di plasticaccia e poi ci sarà una qualche altra risorsa tutta digitale che sicuramente illuminerà la via a breve.

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Musica Variopinto

Coerenza spaccapalle

"If man is five... Then the devil is six"
"If man is five... Then the devil is six"

Non sono uno aperto alla novità e alla diversità culturale quanto supponevo. Ogni tanto me ne accorgo. Prima penso: “dio santo, quanto sono superiore”. Poi entra in gioco il jumper del politically correct e si passa a un: “mi pare corretto, anzichenò, rispettare questa scelta che mi vede solo inizialmente nemico, però magari posso estirparci via* un po’ di saggezza extra”. Dopo dieci minuti torno alla superiorità, ma fa nulla. Poco più di un anno fa conoscevo una persona. Una che parla. Ma tipo parla un sacco più di quanto uno si aspetterebbe da una persona che parla un sacco. Non ci pensa eh: prende e va, poi cambia discorso, poi ricomincia, poi attacca con le implicazioni pratico-sociali della disoccupazione pressoché totale dei calzolai. E ricomincia. E’ la Santilli, per andarci giù dritti. E lei mi aprì una porta su di un mondo che non volevo riconoscere, se non nella dimensione alternativa fatta di fan di Vasco e risma simile: lei ascoltava (ascolta?) principalmente canzoni. Non dischi, canzoni. Una canzone da quel disco, una da quell’altro. La prima volta che mi sono soffermato sul suo iTunes ho visto la stanza girare: due zillioni di artisti, quasi nessun album completo. Per un feticista dell’iTunes era un dolore di difficile sopportazione. Per un maniaco dell’album integrale, un male da estirpare. Per un teorico della discografia completa come unica via verso la conoscenza, un inferno a cielo aperto. Sono talmente impucciato in questo brutto mondo che non solo i dischi vanno sentiti interi altrimenti vuol dire che l’artista è una mezza sega (non serbo amore per gente che azzecca un singolo e ciao), non solo è male fermare il disco a metà, non solo le raccolte di greatest hits sono per chi non vuole sbattersi a capire se c’è qualcosa di vero oltre la canzone da radio… ma nemmeno si mette il repeat. La canzone, se infilata in un disco completo, non si ripete. Perché deve essere preservato l’ordine e l’integrità dell’opera, va gustata la direzione che prende l’onda musicale, prima e dopo quel pezzo che tanto lo sai che nove su dieci è meglio di quello dopo. Anche se quello dopo è un bel pezzo. Ma anzi, meglio così, perché i dischi belli per sul serio sono come dune mobili che vanno addocchiate mentre si muovono e prendono nuove forme. Dall’inizio alla fine. Però, mmminchia, io ora tornerei a riascoltare per la seconda volta di fila “Monkey Gone to Heaven”. Cazzo.

* Agnelli dice che è una licenza poetica

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