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Melinda: dove vuoi tablare oggi?

La musica su iTunes costa troppo? Apple risponde con più contenuti e un tablet per fare le cose con gli amici. Forse. [Clicca qui per leggere tutto]

    Costoso, troppo costoso: iTunes prova a migliorare?
Costoso, troppo costoso: iTunes prova a migliorare?

Il problema col digital delivery è che ti fregano i soldi nella stragrande maggioranza dei casi. Quando non succede è perché si parla di digital delivery al… mmm… 100%? Facciamo che mi spiego: il digital delivery di una faccenda che già poteva essere “deliverata” in altra maniera è di solito una violenza con le schegge di legno. Il download previo acquisto di qualcos’altro che invece esiste solo in funzione della possibilità di distribuirlo digitalmente, funziona già meglio. Due esempi per volerci bene: digitale con stupro è iTunes e buona parte dei giochi nuovi “che contano” su Steam ; digitale che gli vogliamo bene è buona parte dell’offerta Xbox Live Arcade, PlayStation Network e WiiWare.


Il “problema” della prima categoria è naturalmente solo tale per chi tira fuori le tre cifre di sicurezza della carta di credito: hai qualcosa in meno (confezioni, oggetti fisici, spesso e volentieri supporto cartaceo decente, ovvero manuale o libretto del CD) e un prezzo spesso e volentieri quasi identico alla controparte da negozio. Ora, lasciamo stare il caso-Italia, per cui un CD musicale, nuovo, lo si trova tra i 13 e i 20 Euro e quindi i dieci circa di iTunes ancora ancora paiono intriganti. Il prezzo medio di un album in UK e USA (soprattutto) è tale da rendere più o meno una rapina l’acquisto su iTunes. Ma vabbé, così  è se vi pare. Ma forse anche Apple ha capito che a qualcuno proprio non gli pare e così, dando per buone le voci del Financial Times, è pronta ad accordarsi con quattro major per offrire all’interno degli album completi da scaricare, qualche sugoso extra. Si parla di video, note (incredibile eh) e perlomeno l’intero libretto originale in PDF, cosa che oggi come oggi succede raramente e con indicibile fastidio. Insomma, un piccolo passo in avanti.
Ben più interessante la voce secondo cui il forse-redivivo Mr. Jobs avrebbe intenzioni di papparsi di nuovo le tredicesime lanciando, in tempo per il prossimo Natale (ed eventualmente per il Black Friday) un tablet iper colorato per giocherellare e ascoltare musica con gli amici. Una sorta di tavoletta dell’intrattenimento per l’uomo ricco che vuole stare al passo coi tempi. Un iPod sociale. Un iPhone ancora più detestabile, ma cui, così sulla fiducia, sarei già pronto a regalare buoni sentimenti e fiducia incontrastata. Perché ci piace la roba elettronica nuova.
Edit! No, no, no: nuove novità da chi giura di saperne già molto. Le due idee sopra riportate sarebbero in realtà una sola. Il nuovo tablet di Apple sarebbe il portale personale per accedere alla nuova versione dei “dischi completi da scaricare”, frutto del progetto di Apple e delle quattro etichette già accennate, per l’appunto. Un tentativo, da parte dei signorotti di Cupertino, per rilanciare le vendite degli album musicali nella loro interezza, pressoché disintegrati da Intertron e dall’iTunes. Prima li ammazzano e poi provano a elettroscioccarli. Se funzionasse non sarebbe male. Anche se si aprirebbero i soliti mille quesiti: se la forma mentale e di sfruttamento della musica della stragrande maggioranza degli utenti attuali non prevede l’acquisto di un album intero e quindi condanna il concetto stesso di album, che senso ha rivitalizzare il tutto con più regalini coloroni e lucidi? O ancora: se è sufficiente infilare delle finte luci e dei filmatini per far tornare a vivere il formato album, che mondo di rintronati è mai questo? Deh’, orsù!
Infine il sondaggio: quando si chiuderà il cerchio della mela?

3 risposte su “Melinda: dove vuoi tablare oggi?”

Una osservazione: può sembrare incredibile, ma conosce gente per la quale il supporto fisico ha talmente rotto i coglioni da essere in realtà un fatto TALMENTE negativo che non è un problema il prezzo “uguale” su iTunes. Son pazzi? Può essere, sta di fatto che queste persone non concepirebbero il “pago di più per avere la versione sul CD di merda, con la scatola che rompe le palle e lo spreco di carta”

Probabile che ne conosca anche io, anzi di certo. Lo capisco anche. Ma tecnicamente rimane che loro (il produttore che ti dà l’mp3 invece del pacchetino) spendono di meno e io no (o non abbastanza di meno, to’). Quindi morissero.

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