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Il Natale del 1992

Stesso posto, stessa gente, stessa console, ma nel 1992 era già cambiato tutto. Un anno dopo il debutto del Mega Drive al nostro civico, accompagnato da un paio di classici e un infiltrato, si torna sulle Dolomiti. Lo stesso posto è la stessa casetta in paese, a pochi passi da una sala giochi (ma negli anni ’90 quasi ovunque si era a pochi passi da una sala giochi) e con le solite giornate post-natalizie da colmare. Un po’ con lo sci, un po’ con il cibo, raramente con obblighi scolastici, spesso con i videogiochi capitati sotto l’albero il 25 (o il 24 sera/notte, come era più l’abitudine a quell’epoca, in casa nostra).

Le differenze, però, ci sono tutte. A novembre era stato il giorno di Sonic the Hedgehog 2, lanciato in contemporanea in tutto il mondo. Non ricordo bene perché, ma noi si era fatto il possibile e l’impossibile per poter giocare la versione giapponese. Una volta modificato il Mega Drive e acquistato il cavo SCART, ci si era aperto tutto un altro mondo. O, almeno, una serie di stanze extra collegate al salotto di sempre: stesso posto, ma ben più ampio e variegato.

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Il Natale del 1991

Di questi tempi, trent’anni fa, avevo trent’anni in meno e tre giochi in più. Come le vacanze di Natale del 1991, non ne hanno fatte più. Ci sono state altre annate di qualità eccellente e sono abbastanza sicuro che ce ne saranno altre pregiatissime, ma in maniera differente. Ecco, se la metrica fosse un’opinione, ci starebbe bene iniziare riadattando il ritornello de “Le vacanze dell’83” dei Baustelle, a quell’inizio di anni ’90. Però non ci entra nemmeno a smartellare forte, quindi missione abortita.

Il Natale del 1991 è quello del Mega Drive, frutto di dodici mesi di richieste disperate e accompagnato da un countdown simile a una tortura auto-inflitta. Mi ero segnato i giorni mancanti alla Celebre Discesa di Gesù sul diario di scuola (l’agenda rossa di Cuore, forse non del tutto tagliata su misura per uno di prima media) e ogni ventiquattro ore passavano ben più lentamente di questi trent’anni di distanza. Però è successo. Per una questione di ineluttabilità, a scanso di chiamate finali dell’Altissimo, è successo.

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Musica Playlist Videogiochi

Toe Jam & Earl + Dangerous

Una delle cose che mi frega continuamente è la distorsione temporale. Nei miei ricordi quello che è successo da bambino o da ragazzino è successo un quintale di volte, per anni interi e stagioni intensissime. Quando poi, a provare a mettersi al tavolo e a fare due conti e a far incastrare i pezzi, non è vero nulla. Per dire, fino a qualche tempo fa sono stato convinto di essere andato in vacanza in montagna sulle Sodomiti Dolomiti, a Bellamonte (Val di Fiemme), per anni. Assieme ai miei, io e mio fratello si sciava e, nemmeno troppo occasionalmente, si frequentava il ben più organizzato e vitale centro di Predazzo. Invece pare, e dico pare, che a Bellamonte si sia andati solo per un anno, con poi un paio di altre puntate direttamente alla mezza metropoli già citata e/o comuni limitrofi.