Categorie
Musica

Se il cuore rimane sulla copertina

Black Gives Way to Blue (Alice in Chains - 2009)
Black Gives Way to Blue (Alice in Chains - 2009)

Un nuovo inizio: è un auspicio quello proclamato deciso, con giusto un filo di scazzo post-mortem, da Jerry Cantrell in “All Secrets Known”, pezzo che apre “Black Gives Way to Blue”. Lo fa mentre la chitarra sale fino a creare un muro granitico, quasi una barriera innalzata contro qualsivoglia critica. Perché di critiche ce ne sono state e ci saranno: riesumare il nome Alice in Chains anche con uno Staley sepolto da mo’? Ma è roba loro e se decidono di farlo, saranno ben fattacci propri. Moralmente parlando, perlomeno.

Categorie
Musica

Alice in Chains: ricominciando

Alice in Chains 2009 - "Black Gives Way to Blue"
Alice in Chains 2009 - "Black Gives Way to Blue"

E’ troppo tardi per tutto. Troppo tardi per gli Alice in Chains. Troppo tardi per Layne Staley. Troppo tardi per recuperare il doppio “Degradation Trip” del solista Cantrell e confrontare, ché i CD non so dove siano finiti (custodia vuota, c’è di peggio nella vita?).
Troppo tardi per ascoltare per la prima volta “Black Gives Way to Blue”, il ritorno in gioco del gruppo bluesheavygrunge (aggiungete un paio d’altri, se vi serve). Ma d’altronde così è e quindi fuori le droghe eccitanti e determinazione nel fare almeno un giro completo prima di abbandonarsi al sonno del giusto.

Categorie
Musica

Con un titolo così

A Looking in View è il primo singolo del nuovo disco degli Alice in Chains.
"A Looking in View": singolo del nuovo disco degli Alice in Chains.

Con un titolo così le premesse sono delle peggiori. Il titolo è “Black Gives Way to Blue”, ed è quello che si porterà appresso il primo disco di inediti degli Alice in Chains da quattordici anni a questa parte, quando uscirà sul finire del prossimo settembre. Ma se il nome è tutto da rivedere, è altrettanto sugoso scoprire che settembre va via via diventando il miglior mese dell’anno in quanto a uscite discomusicali: Beastie Boys, Pearl Jam e Alice in Chains. Il dubbio o il pericolo che l’operazione dei resuscitati di Seattle sia solo una triste rincorsa ai tempi che furono è perlomeno messo in discussione dal singolo (“A Looking in View”), liberamente e amabilmente scaricabile dal sito ufficiale: non è la miglior canzone mai scritta dal gruppo, ma ha un senso e ha un bel tiro. Non si svende per sonorità differenti e riprende più o meno quanto sentito tra “Alice in Chains” (si intende il terzo disco, l’omonimo del 1995 e ultimo ufficiale) e i lavori solisti di Cantrell. Un Jerry oltretutto in grande spolvero qua, con un bel muro chitarrone che tiene in piedi senza oscurare mai del tutto il lavoro alla batteria o i colpi di basso: un pezzo di quelli oscuri e pesanti come macigni che hanno reso unico il sound degli Alice in Chains. Con in più la scelta, evidentemente iper-ponderata, di mettere sia la voce di Cantrell che quella di Duvall bene in mostra. Uno: perché il chitarrista ha già ampiamente prestato le corde vocali in passato ai pezzi del gruppo e quindi pur sempre di continuità si parla. Due: perché evidentemente è meglio non fare troppo male a chi (tutti, spero) ha ancora bene in testa il dramma di dover prevedere un album intero degli Alice in Chains senza metà gruppo, che è quanto rappresentava il mai troppo amato con la lingua Layne Staley. Però si può fare.

Mastodon