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The Beatles - "Tutto Quanto"
The Beatles – “Tutto Quanto”

Il vecchio Earl aveva ragione e alla fine i miei punti karma sono serviti a qualcosa. A voler fare i pulciosi precisi i punti sono anche stati ripagati doppi. Vado per salutare e assistere alla tumefazione-in-zaino di tutto quanto dovrebbe accompagnare Svampy in tre settimane di Arizona e torno con in braccio un mega cofano blu scuro in forse-finta pelle: la discografia completa dei Beatles. Da intendersi in senso letterale: i dischi, in vinile. Tutti. Dono assolutamente fuori catalogo, fuori previsione, fuori tempo, fuori tutto. In almeno tre occasioni di Amoeba Music mi sono fermato alla “B”, passando i dischi uno dopo l’altro, cercando di decidere da dove cominciare gli acquisti: in ordine cronologico? Dal “White Album” che è sempre il “White Album”? Da “Sgt. Pepper’s” che comunque, santa padella, che vuoi dirgli? O forse da “Revolver”, che ultimamente sto pensando che sia meglio di quegli altri due? Da dove da dove? Dal nulla, tre volte alla cassa con tutt’altro, senza il coraggio di prendere una decisione scarafaggiosa. E ora, grazie all’evidente squilibrio di generosità del Dott. Santilli Papà, tutti. Così, gratis. E’ all’incirca come vincere una lotteria a cui non ho partecipato e me ne vado dalle case (berlusconiane no?) di Brugherio con un po’ un senso di ingiustizia clamorosa, nonostante le rassicurazioni di Donna Lucia. Dopodiché arrivo a casa, tiro fuori “Please, Please Me” e lo lascio lì per un’ora. Dovrei aprirlo, ma non so come fare. Sono tutti belli incellophanati, non ho il coraggio di aprirli. Ma lasciare tanto ben di Dio imbustato è un delitto e dato che i dischi vanno sentiti e non sarcofagati, dopo un bel po’ sventro la prima pellicola, con un ritorno di odore plasticoso di qualche decennio fa. E ora sta girando contento, mai quanto me ovviamente. 🙂

BeatlesVille, particolare
BeatlesVille, particolare