Categorie
1 Song a Day Musica

1 Song a Day: April come she will (Simon & Garfunkel)

Simon and Garfunkel

Una canzone al giorno leva il medico di torno. Se è quella sbagliata, nel posto sbagliato, all’orario sbagliato, ti leva di torno pure il contratto a tempo determinato o d’affitto. Un bel chissenefrega è comunque sempre auspicabile.

Tutto l’amore della disperazione rassegnata in un minuto e cinquantatre, in quella che non è la canzone più conosciuta del duo scoppiato da secoli (ma che suona ancora assieme, ogni tanto, qua e là). “April come she will” è comunque di un delicato e di un violento che metà ne basta. Posizionata strategicamente tra i toni classicissimi (per loro) di “A most peculiar man” e prima dell’esplosione groovosa di “We’ve got a groovy thing goin'” (che maremma, ascoltatela ieri se non l’avete mai ascoltata), “April come she will” è perfetta per qualsiasi giornata grigia e bigia. Ma con tanto sentimento dentro, dietro e tutto attorno.

April come she will

Di: Simon & Garfunkel
Durata: 1′:53”
Dal disco: Sounds of Silence
Anno: 1966
Guarda e ascolta: cliccando qui
Cose su questo blog: proprio nulla

Categorie
Musica

La colonna sonora di “Cocktail”

Vampire Weekend Contra

L’horchata non è proprio orzata, ma ci si avvicina. Così come “Contra”, secondo album dei nuovi miracolati Vampire Weekend, non è proprio un bel disco, ma ci si avvicina. L’horchata nasce tecnicamente e storicamente in zona catalana e i Vampire Weekend no, ma sono latini. O, mal che vada, latino-americani. Insomma, tutta roba a base di sole e cocktail, ballerine con le collane di fiori e sabbia nei sandali. Immaginatevi gli Strokes, se solo Casablancas si fosse goduto i soldi in spiaggia tutto il tempo e avesse evitato di parlare di poliziotti new-yorkesi, salvo poi battere in ritirata di fronte alla catalessi del 9-11.
“Contra” ferma il cronometro dopo nemmeno 37 minuti, suddivisi attraverso dieci tracce. Che è un po’ un modo numerico-tecnico per dire che potete ragionare sull’eventuale gradimento “sprecando” proprio una minuscoleria del vostro tempo, magari sfruttando lo streaming in buona qualità che riempie generosamente la pagina ufficiale del gruppo. Io ho preferito passare dalle parti dei download e dedicargli un pomeriggio e una serata in auto. E non è male.

Categorie
Musica Variopinto

Votate per il mio amico Babalot

Babalot

Però tipo ora. Dovete votarlo qua. Ora spieghiamo anche perché e percome e, se servisse, chi cacchio sia questo Babalot.
Allora, il Babalot mi è anche i Babalot, dipende dal momento storico, dall’accezione, da chi ne parla e da chi ascolta. Babalot è anche un’altra faccenda e hai dei rimandi tra il birresco e il Nathan Never, ma ora non c’entra proprio nulla. Babalot è fondamentalmente un tizio, che a un certo punto si è trovato con altri tizi e hanno suonato cose. Talmente hanno suonato cose, che poi hanno inciso cose e così nascono “i Babalot“, con il disco “Che succede quando uno muore” (2003, Aiuola). Poi Babalot de i Babalot cambia vita e si vende a Milano e torna Babalot, anche il gruppo all’atto pratico diventa solo Babalot, pur con tutto il rispetto e l’ammore del mondo. Dopo insistenze di chiunque tranne che di Babalot, Babalot scrive, suona, registra e imbusta “Risorse” (2005, Aiuola, anche noto come “Un segno di vita”). Poi finisce tutto lì, all’incirca.

Categorie
Giornate Musica

Last.FM: perché non posso amarti proprio circa del tutto

Last FM

Ogni volta, ho sempre in mente te: a ogni reboot, reset, format, sudden death, accidente stagionale e coma doloso che piglia un mio computer o un terminale informatico che comunque utilizzo, ci sono dei passaggi obbligatori da seguire. Un iter preciso, o quasi preciso, che è poi l’elenco di programmi da scaricare e installare al volo al primo rilancio post mortem. Ed è da anni che l’iconcina rossa sfumé di Last.FM è lì, sempre lì, lì nel mezzo. Come un mediano? No, come Ancelotti quando seguiva Sacchi in nazionale: si piazzava sulla tribuna, panino alla coppa in mano, e segnava tutto quanto succedeva sul suo bel taccuino unto ma saporito. Last.FM segna tutto, volendo. Almeno in teoria.
Sempre in linea teorica è l’amore della precisione per amor della stessa. E per chi ascolta musica pressoché tutto il giorno e ha delle deviazioni mentali da rastrellamento di dati, è ovvio quanto sia eccitante la questione. Sapere quanto hai sentito chi, cosa hai sentito di più, più spesso, in questa settimana, in quella prima, nel mese prima, l’intero anno. Però ci sono un paio di buchi significativi, che fanno tanto male.

Categorie
Giornate Musica

Divorati dal grande Nulla

Quando fuori c’è solo l’essenza più caricaturale di Milano (la nebbia, tanta nebbia, una roba di nebbia che arriva Al Gore e spiega che c’entra il riscaldamento globalizzato, anche se io ho quello autonomo che lo accendo quando voglio). Comunque: quando fuori c’è solo nebbia i casi sono due. O siamo negli anni ottanta e sono tornato da qualche ora dalla seconda elementare oppure è un bell’inizio novembre, domenica, sto cuocendo le patate dolci e sono a Vimodrone a correggere la recensione di Parasite Eve di mio fratello. Invece, fanculo, è il 2010, sono a Milanofiori ma almeno mi è arrivato il fight pad Mad Catz per Street Fighter IV: prendi questa, dannato postino brianzolo. Che Alex Drastico ti insegni la via.
Quel che non è cambiato da quella domenica di patate dolci e diciotto anni è il primo disco dei Subsonica. Che se solo fossero sbucati fuori proprio alla grande un par d’anni prima, andare ai concerti avrebbe avuto tutto un altro senso. Caso mai non ne foste strambamente al corrente, i concerti post “Microchip Emozionale” erano tra i ritrovi più letalmente ricolmi di materia prima giovanotta che si potessero immaginare. Una valanga così di quindicenni/sedicenni affogate nel desiderio di vedere cosa c’è sotto il cappellino di Samuel. Indovina un po’? C’era l’avanzare del crollo del cuoio capelluto, ma a loro la cosa non interessava. E io ero ampiamente troppo avanti per ridurmi a provarci con le regazzine, oltretutto già impegnato e non proprio incuriosito dal fatto illegalità. Altri concerti in cui sperimentare un bagno di essenza femminile potenzialmente decerebrata: i concerti degli Smashing Pumpkins (molto, molto più di quanto si possa intuire) e quelli degli Incubus, per ovvi motivi di debordante e debosciata figaggine con tendenze allo spogliarello.
Oppure è un po’ prima, c’è sempre la nebbia e c’è anche quella roba de “La Storia Infinita”. Da cui la nebbia, il nulla per l’appunto. “La Storia Infinita”, quello che l’avvocato Lionel Hutz inquadra efficacemente come “il più eclatante caso di pubblicità ingannevole di sempre”. Che, dico, se avessi avuto da piccolo la pulizia mentale e la prontezza per accorgermi che il film era tedesco, non lo avressi mai guardato. E non avrebbi mai letto il libro, nemmeno quell’altro di Ende, quella roba di “Momo”. Ne “La Storia Infinita” c’è il FortunaDrago e in questo caso manco puoi stare lì a dire “eh vabbé, cani italiani, probabilmente in origine era troppo meglio”. No, in origine era tedesco, non diciamo minchionate.
Bene, il grande Nulla si accompagna splendidamente al primo disco dei Subsonica, quello ancora perfettamente funky, molto reggae-reggibile, speziatamente rockino. Ci piace tanto quel disco, anche se non quanto “Microchip Emozionale” probabilmente. Però c’è “Preso Blu” e “Momenti di Noia” e “Nicotina”, che col FortunaDrago con la noia da nebbia ci stanno una crema. Quindi, a grande richiesta: la Top Five delle canzoni per la Nebbia.

TOP 5 CANZONI DELLA NEBBIA

(Achtung: in realtà l’ordine è a caso)

  1. Preso Blu (Subsonica, Subsonica – 1997)
  2. Sifting (Nirvana, Bleach – 1989)
  3. Whale & Wasp (Alice in Chains, Jar of Flies – 1994)
  4. A Strange Day (The Cure, Pornography – 1982)
  5. Annie-Dog (The Smashing Pumpkins, Adore – 1998)
Categorie
1 Song a Day Musica

1 Song a Day: Widow Wake My Mind (The Smashing Pumpkins)

Widow Wake My Mind

Una canzone al giorno leva il medico di torno. Se è quella sbagliata, nel posto sbagliato, all’orario sbagliato, ti leva di torno pure il contratto a tempo determinato o d’affitto. Un bel chissenefrega è comunque sempre auspicabile.

 Rush and a leak and the song is ours: con dei mezzi da vero internet, quello che “leaka” le canzoni, è discesa sullo snobbissimo pubblico degli appassionati di Smashing Pumpkins la seconda canzone del bestiale-ma-che-tanto-non-finirà-mai “Teargarden by Kaleidyscope”. Come da previsione e annuncio trattasi di “Widow Wake My Mind”, che poi vai a sapere a che diavolo si riferisce. Ma occhio: magari vi interessa lontanamente la cosa ma siete di quelli che proprio ci prende l’itterizia di fronte alle canzoni allegrotte smushi-smushi del pelatone? Allora allontanatevi senza dare le spalle, lentamente. Perché altrimenti sono quattro minuti e mezzo di primavera della gioia divertita, con un bell’intermezzo e per il resto una valanga di saltelli del campo estivo dell’oratorio. Io? Io in mezzo al disco (o almeno a una decina di canzoni) me la godrò di più, per ora mi aiuta a gigioneggiare spavaldo dimenticando l’autobus che non è mai arrivato e i vigili che hanno creato dal nulla mezz’ora di coda. E’ amore anche questo e, secondo quanto appena deciso, è il nuovo pezzo dei Billy Pumpkins (quelli scemottini). A sua volta “A Song for a Son” era il nuovo pezzi degli Smashing Corgan (quelli più seriosi ed epici).
Vai donna nana, metti il tuo link a YouTube.

Widow Wake My Mind

Di: The Smashing Pumpkins
Durata: 4′:27”
Dal disco: Teargarden By Kaleidyscope
Anno: 2010
Guarda e ascolta: sopra!
Cose su questo blogno, su un altro blog

Categorie
Musica Uncategorized Variopinto

Oink.me: quando volavano i maiali

Oink me

Ieri, a due anni e alcuni mesi dalla sospensione dei servizi offerti, si è aperto il processo ad Alan Ellis, creatore/gestore/padrone assoluto di Oink.me. O anche Oink.cd. Qualunque fosse l’indirizzo utilizzato, il nome si leggeva allo stesso modo: “il posto in cui andare se vuoi trovare i meglio torrent della musica [e non solo]”. Sfidando apertamente i tanti cani poliziotto che infestano queste pagine lo dico proprio palese palese: usavo Oink. Volevo bene a Oink. Ma tipo un sacchissimo di bene, così come volevo e voglio bene al mio amichetto artista che me lo aveva prima fatto conoscere e poi, soprattutto, mi aveva spedito l’invio.
Bene, oggi si apre il processo e vengono fuori cose interessanti. Posto che la posizione del sottoscritto di fronte al file sharing è banale e condivisa (non si impedisce, eventualmente si sfrutta)… Posto che la mia storia personale testimonia semplicemente il fatto che da quando esiste questa cosa del “scaricati tutto quello che vuoi” ho finito per spendere più soldi di prima in musica e accessoristica legata… Posto tutto questo e posto sopra che ho versato qualche finta lacrima digitale alla chiusura di Oink, qualcosa non torna. L’accusa parla di un conto in banca da 190.000 sterline per Ellis, evidentemente (sempre secondo l’accusa) riconducibili totalmente o per buona parte al sistema di donazioni legato a Oink, o alla gadgetteria assortita (tazze e magliette).
Oink meLa difesa ufficiale di Ellis è sempre stata elementare: Oink era un aggregatore di link, come un Google a caso utilizzato con le giuste stringhe di ricerca, tutto qui. Ieri, interrogato sul senso ultimo dell’esistenza del sito, il webcapo ha risposto (riporto dall’articolo del “New Musical Express”):

I didn’t have an intention, I was furthering my skills as a programmer, as a software engineer.

Però ci sono quelle 190.000 sterline. Va bene la donazione, va bene l’amore, l’amicizia, l’unione contro il mondo brutto & cattivo, ma se devi farci dei soldi… devono essere quelli che servono a coprire i costi di mantenimento dei server, di manutenzione del sito e due spiccioli due per il tempo che ci perdi. Evidentemente non i 190.000 del conto in banca.
Perché altrimenti, come ha continuato l’accusa:

Every penny was going to Mr Ellis. He hadn’t sung a note, he hadn’t played an instrument, he hadn’t produced anything. The money was not going to the people it rightly belonged to.

Ma sono confuso, mi hanno messo in dubbio il romanticismo pro-Oink. Da qui si può solo fuggire scavando.

Categorie
1 Song a Day Musica

1 Song a Day: Hey Bulldog (The Beatles)

The Beatles Hey Bulldog

Una canzone al giorno leva il medico di torno. Se è quella sbagliata, nel posto sbagliato, all’orario sbagliato, ti leva di torno pure il contratto a tempo determinato o d’affitto. Un bel chissenefrega è comunque sempre auspicabile.

Come ti giri, rimbalzi contro un pezzo da sturbo dei Beatles. Vivere nel post-riedizione dell’intera discografia dei Fab Cosi di Liverpool è una splendida tortura. Ed “Hey Bulldog” è una splendida canzone, tra altre seimila alla sua altezza firmate dalla coppia che poi scoppia (Lennon/McCartney, bisognava proprio scriverlo?). Stupida e arrembante, ritmante e tribolante, “Hey Bulldog” ti mette dentro come un certo non so che di frizzantino che non si confa alla pioggia grigia bigia che oggi affusola Milano, ma d’altronde… “Sheepdog, standing in the rain!”.

Hey Bulldog

Di: The Beatles
Durata: 3′:14”
Dal disco: Yellow Submarine
Anno: 1969
Guarda e ascoltaclicca qui
Cose su questo blogfatti Beatles

Categorie
1 Song a Day Musica

1 Song a Day: Risingson (Massive Attack)

Massive Attack Risingson

Una canzone al giorno leva il medico di torno. Se è quella sbagliata, nel posto sbagliato, all’orario sbagliato, ti leva di torno pure il contratto a tempo determinato o d’affitto. Un bel chissenefrega è comunque sempre auspicabile.

Per festeggiare l’uscita internettiana di “Heligoland”, mi sono ridato a tutta la discografia dei Massive Attack. E poco sorprendentemente vince sempre lui, “Mezzanine”. E’ sufficiente prendere un pezzo a caso dell’album di undici e rotti (sigh) anni fa per vincere una canzone del giorno. “Risingson” è violenta e suadente, soporifera e letale, ricca di loop che tornano e con quella batteria e quel basso che proprio non ti sbagli. Il vocione e la gente toy-like. Quanta bellezza spremuta in cinque minuti, prima che i bristoliani mi si perdessero un po’ nelle raspe di “100th Window”. Dream on.

Risingson

Di: Massive Attack
Durata: 4′:59”
Dal disco: Mezzanine
Anno: 1998
Guarda e ascoltaclicca qui
Cose su questo blog: in arrivo

Mastodon