Categorie
Videogiochi

Master System: troppo avantissimo

Costina ridotta, foto esplicativa, nome caratteristico: i giochi su Sega Card.
Spessore ridotto, foto esplicativa: Teddy Boy su Sega Card.

La storiella è vecchia e risaputa: il Master System si è infilato come una pesante palla di cannone nel mare dei videogiochi giapponesi e ha sorvolato il Nord America senza rubare nemmeno un abbraccio di circostanza. Ma in Europa (e Sud America, ok)… be’, in Europa le cose sono andate diversamente. In particolar modo quando dell’Europa si prende in considerazione solo il paesino dalla stramba forma a stivale.

Quali sono i meriti della console a 8 bit di Sega? Pochi, forse più i demeriti di Nintendo che ancora non aveva voglie o risorse per promuovere in maniera capillare il NES. Solo che, alla fin fine, chissenefrega? Un merito, perlomeno, Sega lo ha avuto ed è innegabile: il Master System era avanti, ma un sacco avanti. Qualcosa come vent’anni avanti, se è vero (e vi assicuro che è vero) che il brutto anatroccolo di Sega nasce in Giappone nel 1985 e Xbox 360 “solo” quattro lustri più in là. Come “che diavolo c’entra”? Qual è stata la prima console “moderna” (del dopo crack-Atari, ecco) a proporre la bellezza di due formati per due fette di mercato a loro modo differenti? Quell’Xbox 360 con il suo circoletto Live Arcade? Nemmeno per idea: le schede piccole, strette e per nulla da strisciare di Sega per il Master System. Altroché!

Piccole e puccettose, anche nelle mani di uno sconosciuto.
Piccole e puccettose, anche nelle mani di uno sconosciuto.

La fortuna è stata tutt’altro che clamorosa, tanto che nel Master System II lo slot è andato a farsi benedire, ma per intanto c’era, c’è stato e nella memoria rimarrà: i giochi su “Sega Card” costavano decisamente meno delle normali cartridge, aprendosi così effettivamente a un sottomercato per pezzenti che non volevano o potevano acquistare solo titoli a prezzo pieno. La qualità e la quantità del codice accudito dalle Sega Card andava naturalmente di pari passo con il costo, ma sarebbe stato davvero difficile chiedere qualcosa di differente.

Sega My Card, le Sega Card in Giappone.
Sega My Card, le Sega Card in Giappone.

Oltretutto, proprio a voler difendere tutto il difendibile, tra i pochi titoli presentati in formato “tesserabile”, almeno due meritano menzione e addirittura delle pacche sulle spalle: Teddy Boy (il “mio” primo videogioco casalingo, mica pizza e fichi) e Ghost House, una robetta lontanamente à la Mappy che in finale non faceva nemmeno ‘sta bruttissima figura. Anche My Hero, se proprio siete in vena di generosità posticcia, coi suoi nemici svolazzanti che facevano tanto Vigilante.
Le Sega Card, comunque sia, erano belle sincere: le confezioni erano più strette di quelle standard, l’illustrazione in copertina era chiaramente indicativa e il termine “Sega Card” leggibile anche da chi era già abbonato a Salmoiraghi & Viganò. Lunga vita al brutto Master System!

0 risposte su “Master System: troppo avantissimo”

Sto delirando o su card c’era pure Hang-On?
Comunque, a proposito di essere vent’anni avanti, gli occhialetti 3D del Master System sfruttavano un principio non molto dissimile da quello che è di moda adesso al cinema (e prossimamente pure in videogioco con Avatar), erano dei catafalchi enormi e funzionavano alla grande.

Altro che le lenti colorate del NES, tzè!

C’era anche Hang-On, si vede che a un certo punto lo hanno segato dalla memoria interna del primo modello. Bo’. C’era anche Transbot (il robot trans-gender di cui spero di scrivere a breve) e… uhm…F-16 Fighting Falcon, che proprio non ricordo cosa fosse.

Sei sicuro non sia avvenuto il contrario? Hang-On che esce su card e poi viene infilato nella memoria interna, dico. Il mio Master System nella memoria interna aveva una specie di Pac-Man in cui controllavi una lumachina, e Hang-On ce l’avevo su card.

beeello teddy boy!! me lo ricordo (il tuo ovviamente). L’ho anche rigiocato su un emulatore, così come fantasy zone e r-type. Che tempi! Per non parlare dei tornei con il gioco del calcio!

Ahahahah, ottimo. Non ricordo come si chiamasse quello di calcio, ma di certo c’è che quando segnavi tutti quelli della squadra che aveva preso il gol correvano disperati uscendo dalla visuale e, credibilmente, andavano a protestare con l’arbitro. Avantissimo, per l’appunto.

Ah, i bei tempi di TransBot… per ora non scrivo altro, sono amareggiato e butterei giù pensieri sconclusionati e di cui potrei pentirmi… Non prima (pentirmi, ndr) però di aver ringraziato con tutto il cuore Mattia e Alberto Rossetti per avermi fatto conoscere Zenga, Lentini e Teddy Boy TRansbot.

B.

Fra l’altro poi ne misero anche altri di giochi in memoria. Potrei stare delirando, ma mi pare di ricordare Fantasy Zone.
Che poi questa cosa dei giochi in memoria interna è bellissima, avrebbero dovuto continuare a farla.
Pensa a quanta gente compra la PS3 o il Wii come console monouso (PES, GT, Wii Fit, Wii Sports), tanto vale risparmiargli la sbatta del disco.

No dai, Fantasy Zone no. Non me lo ricordo proprio. Sì, comunque se ne discuteva spesso in redazione (cioé, spesso = almeno tre volte) della roba dei giochi in memoria. Ci andrebbe fatto un post, ci andrebbe. Ma poi si finisce col dire che ogni console deve avbere sessanta tera di memoria, così ci copi sopra tutti i giochi e i dischi li lanci dalla finestra, anzi no, tutto digital delivery, però aspetta poi non li rivendo, però… Niente post.

Leggo comunque in giro che Hang-On era nella memoria del Master System II. Boh…
Fantasy Zone io me lo ricordo, magari era Fantasy Zone The Maze? MAsticazzi, anche.
Ah, comunque, ricordo a tutti che su Master System c’era Black Belt, che era il gioco sulla prima serie di Ken il guerriero, passato al filtro dell’occidentalizzazione (come poi avvenne con Last Battle, che su Megadrive raccontava la seconda serie e su Amiga raccontava metà della seconda serie).

In Black Belt la gente esplodeva, il primo boss era un ciccione da prendere a calci, l’ultimo moriva alzando il pugno al cielo e pietrificandosi. Oh yeah!

Ho tristi ricordi di Black Belt, nel senso che l’avevo visto in vendita in un Giocheria una volta per sbaglio ma non era periodo di regali, quindi mi sono dovuto attaccare un sacco e tirare.
Per Fantasy: vedo più credibile The Maze. Ma comunque, vai a sapere.

Io sono andato avanti anni sostenendo “Minchia secondo me questo è troppo il gioco di Ken il guerriero, guarda, quello è Cuori, quello alla fine è chiaramente Raoul e se ti sforzi un po’ ci puoi vedere anche gli altri”. La storia mi diede ragione.

Solo in brasile esisteva un Master System con dentro, built-in, Fantasy Zone – e altri 73 giochi, però, dunque non vale tanto…

Teddy Boy era la fuffa, su master system. Teddy Boy Blues da sala giochi, con le intermission con la aidoru Iokho Ishino, quella era LA ROBA.

B.

Babich, doppia ammonizione ed espulsione.

1) Ho detto in più punti che non dobbiamo star qui a romperci le balle con i fatti di Master System e Megadrive in Brasile.
2) Te e le tue retrorobe con cui vorresti rovinarmi quel poco che mi rimane dell’infanzia. Spaccapalle! 😀

Con immutata stima,
Mattia

Il master system di mio cugggino (che in fin dei conti era più mio che suo visto che lo usavo più di lui) aveva sonic in memoria ma mi pare, a ben pensarci, che si trattasse di un master system 2. Tra l’altro, non me ne vogliano i fan dell’episodio a 16 bit, ho preferito di gran lunga la versione master system alla comunque ottima versione maggiore. Sarà anche che il ritmo più lento ben mi si addiceva, essendo più portato ai platform in stile marioso che non a quelli “in corsa”. Che poi la velocità anche nel sonic a 16 bit era un elemento accessorio piuttosto che il fulcro come nei sonic moderni ma rischio di infognarmi in discorsi strambi e/o lunghissimi quindi la mollo qui.
Il fulcro del post, prima di andarsene per una rotta tutta sua, doveva essere che il MS è stata (ghh la querra dei sessi!) la prima console con cui potei giocare con continuità (il cugggino in questione abita praticamente a fianco a me) e quindi lo lovvo comunque un sacco anche se gli americozzi non se lo cagavano.

Rispondi