Homeland S03: la spia che mi amava

Homeland S03: la spia che mi amava

Quanto mi è piaciuta la terza stagione di Homeland? Se dovessi usare le immortali parole del luminare Balasso, direi: “parecchiotto”. Insomma, molto, ma proprio un bel po’ e comunque nettamente di più della seconda, invero alquanto moscetta. Questa nuova (ormai vecchia) stagione andrà ufficialmente in naftalina questa sera su Fox (ore 21 circa), ma dato che ce le eravamo registrate quasi tutte, ce le siamo puranco sparate una dietro all’altra tra venerdì e sabato e quindi abbiamo, per forza di cose (lo capite da soli), anche recuperato quella finalissima attraverso l’internet. Era dovuto, non si poteva aspettare.

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I violini di Rush, i baffi di Pierfra

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Ci sono tante cose che ti rimangono addosso dopo aver visto Rush, il nuovo film di Ricky dedicato all’epico scontro tra Niki Lauda e James Hunt nella stagione Formula 1 del 1976. Ti rimane addosso, per dire, la quasi-certezza che si tratti del miglior film per la TV mai visto. Di una fiction che Rai e Mediaset possono solo sognarsi. Di un pacchettino hollywoodiano infiocchettato alla grande per farsi ben volere dalle mamme, dagli zii e da chiunque altro, contabili della casa di produzione inclusi. Il film vero e proprio… quello è un po’ una cosetta. Una versione vagamente più autentica di Days of Thunder, ma con un taglio suppergiù molto simile.

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Perché dovreste guardare My Mad Fat Diary (e come)

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My Mad Fat Diary è una serie inglese che consta giusto di una manciata di puntate, sei, proprio come succede nelle migliori famiglie. Cioè nelle migliori serie televisive albionesi. Attraverso i sei episodi narra le vicende che occupano alcuni mesi della vita di una gigantica adolescente nella provincia inglese a metà degli anni ’90. Punto. E ora i motivi…

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Posti in piedi in paradiso

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E tu, tu ce l’hai Sky? Se ce l’hai, Sky, sai anche che la “grande prima” di Sky Cinema 1, il lunedì, si dimostra spesso e ingiustificatamente prona alla produzione italiana. Tipo che domenica sera hanno spedito in onda la prima di The Amazing Spider-Man e ieri sera è stata la volta di Posti in piedi in paradiso, l’ultimo di Verdone. In un mondo ideale la programmazione sarebbe stata invertita, nel nostro di mondo, invece, le cose vanno così. Forse, e trattasi di visione ottimistica, perché il pubblico tricolore si dimostra ben predisposto per la solita commedia italiana. O forse, qui siamo dalle parti della dietrologia becera, perché i poteri forti e il cartello romano del cinema italico vuole che le cose vadano in questa maniera e bla, bla. Bla.

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Newsroom: meglio di Mentana

Jeff Daniels interpreta Will McAvoy in “Newsroom”
[dc]I[/dc]eri sera abbiamo recuperato la prima puntata della nuova serie HBO: Newsroom. In giorni di Europei caldissimi, l’informatore Surgo mi aveva avvicinato al trailer dedicato proprio all’episodio pilota. Se avete modo, guardatevelo. Ci vuole un po’ di tempo, perché dura più di un’ora, ma è tempo speso bene. Spegnere per tornare alle repliche di “Falling Skies” su Fox è una roba che può veramente ferirti dentro, fuori e pure sulla faccia. Perché, al contrario della mezza minchiata spaziale promossa dai soldi di Spielberg, Newsroom è scritto proprio bene. Ma proprio bene. Sarà anche che il protagonista Will (interpretato da Jeff Daniels) è stronzo e disilluso a sufficienza per ispirare subito amore ed empatia. Ma vabbé, è scritto bene, si diceva, anche perché dietro c’è Aaron Sorkin (Oscar per la sceneggiatura di “The Social Network”, già dietro a “West Wing” in TV). Troppo americano qua e là? Sì, ma perché tutto sommato parla proprio di questo, di riacquistare la voglia di essere “il più grande paese del mondo”. E allora si può anche eccedere ogni tanto, o allungare un po’ qualche scena perdendo un minimo il ritmo e l’impatto (vedi la lunga discussione tra Will e MacKenzie, che parte molto bene e poi si annacqua un po’ dopo i primi trenta minuti). Ah, caso mai vi interessasse per davvero, qui sotto c’è il trailer citato sopra, almeno così si capisce di che si parla.

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Riassunto del futuro prossimo

Lollipop Chainsaw è pronto, vi saluterà col suo bel motore 3D del 2005!
[dropcap]A[/dropcap]prile è stato il peggior mese per questo blog, da che esiste. Non tanto come visite, che quelle son sempre state due in croce e tutto sommato chissenefrega eh. Certo, l’egocentrico esibizionista che risiede in chiunque offra qualcosa a un pubblico godrebbe assai di un’esposizione pari a  un millesimo del più sfigato dei tweet di Fiorello che commenta la serie cadetta di pelota con rutto, ma… ehi, a ognuno ciò che si merita. Invece no, [mark color=”yellow”]aprile è stato il peggior mese[/mark] se l’unità di misura è quella del numero di post proposti. Una roba scoraggiante, solo quattordici.

Saranno stati i giorni benedetti dalla pioggia, anche loro quattordici o qualcosa di simile… sarà stata la lotta allo scudetto e l’inviperita scaramanzia italica, che mi ha privato per una stagione intera della gioia di scrivere riguardo alle fantaslurpose zebre del Piemonte… sarà stato pure [tooltip title=”Ormai ex”]l’attuale tema grafico[/tooltip], che io con gli slideshow sento subito l’ansia da prestazione… sarà quello che sarà, ma bisogna darci un taglio. Bisogna prendere e ricominciare. Maggio è il mese buono per farlo, magari buttando dentro un po’ di tutto per far ripartire le rotatice. A cazzo proprio. Che poi è il manifesto programmatico di questo bel spazietto.

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Amici di Maria: ragioni per non esserlo

Avrete certamente qualcosa di meglio da fare al sabato, qualcosa tipo far la fila da Abercrombie, taggarvi all'Apple Store del Fiordaliso di Rozzano, godervela al bowling di Lissone dai...

Se siete soliti leggere gli oroscopi non leggete questo post. Se siete soliti leggere gli oroscopi i casi sono due: o siete stupidi o siete possibilisti. O proprio vi piace la merda (sì, anche quella di Brezsny sull’Internazionale, non c’è scampo) oppure siete sinceramente convinti che esista una più o meno remota possibilità che quelle immonde puttanate si avverino. Che facciano bene, che corroborino il vostro corpo e il vostro spirito, che vi aiutino ad eliminare i peli superflui intorno ai capezzoli o pagare le rate del televisore al plasma. Prendete La Pina, avete visto quant’è figa? Non lo so con certezza perché non la cago più da circa un decennio ma scommetto che lei, gli oroscopi, li legge. Perlomeno quello di Vanity Fair, quello di Capitani che dai, cosa vuoi che sia, ti fai due risate, poi giri pagina e ristabilisci l’ordine cosmico abbeverandoti a quell’imperitura fonte di snobismo e supponenza che è la rubrica di posta di Mina. Quello che invece so, senza alcuna ombra di dubbio, è che La Pina guarda Amici. Non solo lo guarda ma vorrebbe che tutti lo guardassero, lo idolatra, lo sponsorizza, lo celebra come il più bello e grandioso rito pop della primavera. No, La Pina nei confronti di Amici non è possibilista: è incrollabile, ieratica, inscalfibile.

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