Tra le righe di Aurelio

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De Laurentis, padrone assoluto della Società Sportiva Napule, saluta Edinson “Edy/Matador” Cavani, passato al Paris St. Germain. Lo fa con l’innocenza e la trasparenza che lo contraddistinguono, con una lettera aperta pubblicata sul sito ufficiale della squadra del ciuccio. Roba bellissima, ve lo assicuro.

Caro Edy, il giorno che non avrei voluto che arrivasse e’ arrivato. Da oggi non sei piu’ il nostro Matador ma diventi uno dei giocatori del Paris Saint Germain.

Cosa dobbiamo capire: è stato Cavani a volersene andare e non De Laurentis a volerlo vendere. Edinson passa dall’essere “IL nostro Matador” a “uno dei” giocatori del PSG. Ovvero: “Caro Edy, sei uno dei tanti ora, succhia”.

Ho sperato fino all’ultimo che tu ci ripensassi, ma in cuor mio avevo capito che non lo avresti fatto. Lo sai, lo sappiamo, abbiamo dato un grande dispiacere ai tifosi del Napoli, che avevano visto in te qualcosa che li inorgoglisse. Averti assecondato ogni anno per darti il giusto premio per il tuo formidabile impegno non e’ stato sufficiente. Nemmeno un contratto fino al 2017 alle tue condizioni.”

Cosa dobbiamo capire: De Laurentis continua a sottolineare che non può essere considerato il “colpevole” in questa faccenda, infarcendo la lettera di informazioni che poco dovrebbero avere a che fare con una missiva di saluto sentimentale e piena di belle e care cose. Ovvio che l’intento non sia di salutare Cavani.

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Settantunomila anni, forza alla Juventus

Doveva succedere: dopo 49 partite doveva succedere. E tutto sommato non è neanche così fastidioso come credevo. Nemmeno il fatto che a vincere in casa della Juventus dopo un anno e mezzo (o giù di lì) sia stata l’Inter è un problema. Anzi, tolta la dirigenza di disperati e qualche rana dalla bocca slarga in campo, Stramaccione e tanti altri di quelli lì mi stan pure simpatici. Continua a leggere Settantunomila anni, forza alla Juventus

Juventus Vs. Parma: questione di pelo

Il grande calcio è così, un po’ istrionico, dieci per cento iracondo, due presine di tuttomatto, quattro giri di vaffancuore Analcolico Moro. E quindi il grande calcio pare che parte poi forse non parte, perché va bene Montella che porta a casa tre punti e li lava in Arno, ma molto più in alto, attorno al Regno Sabaudo Ferrero, si scatena il grande dramma. Il grande dramma della grande pioggia. Massimo Mauro, che a fare l’inviato ci sta bene come il calcio sui maccheroni, grida subito che così non si può, che è omessa denuncia di umidità e tutti a casa: “il campo è impraticabile”. Detto, fatto: Massimo su un torpedone destinata a toccare prima gli angoli segreti della tradizione basca, quindi a prender le misure in zona fiordi. Aspettiamocelo per la semifinale di ritorno di Champions League. Lui è andato e il grande calcio è rimasto, perché lo Juventus Stadium è fico che metà ne basta e drena l’acqua come nemmeno… no nulla, come nemmeno. Finito. Comunque alla fine si gioca, proprio alle 20 e 45.

Scansato il pericolo di un campionato bicolore zebrico che parte con il rinvio (e quindi in simultanea con un vorticare di zebedei che non sarebbe stata cosa, con ‘sto caldo), c’è un’altra questione da affrontare: il grande calcio sulla carta c’è, ma in campo mica troppo. Questione di pelo, quello facciale che accompagna le nuove versioni di Mirko Vucinic (lanciatissimo per il ruolo di ladro d’autoradio Audiola e Blaupunkt del 1988) e Andrea Pirlo, che fosse per lui vivrebbe sotto a un ponte domandandosi sui sentimenti dei pesci. Il primo, che sfoggia un baffo d’antologia brutta, gioca bene: prova a liberarsi, inventa un paio di conclusioni che lévati, assiste i compagni e lancia occhiate così/così ai sistemi integrati nelle Fiat parcheggiate sotto allo stadio. Pirlo, invece, non c’è: ha provato sedici volte a scampanellinarla dentro morbida, sperando nell’intervento di Giovinco (benino), di Liechtsteiner (o di quello scritto col nome giusto) o dello stesso Arsenio Vucinìc… ne è sempre venuta fuori una roba loffiettina, lenta, prevedibile, moan. Altre volte si è bevuto della gente con la nonchalance di Tanica durante i promo del Cynar ma… ehi, è Pirlo, quella è la base.

Dopo i primi venti minuti in cui la Juve, comunquessia, non c’ha fondamentalmente capito una mazza, i ducali arrivati col pronostico delle treglie, smettono di pressare e rifiatano. Salgono gli undici di Carrera. A tal proposito: Sky si danna per inquadrare Conte nascosto dai vetri oscurati (ehr, quindi è un dannarsi vagamente inutile, ma fate pure), senza accorgersi che Massimino a bordo campo imita in maniera vagamente inquietante il pugliese. Nel senso che sta in piedi così, con le mani messe così e con lo sguardo così. Poi magari non dice alla squadra quando cambiare gioco eh, ma vabbé, lo capiremo andando avanti nel tempo. E fissando i capelli di Carrera.
Si diceva di poca Juve, che comunque cresce, tira un po’, sgomita con Asamoah (che è fortissimo), incespica mille volte con Vidal (che sta giocando vagamente dimmerda) e si annoia mortalmente con Marchisio (bello come il sole, ma non basta). Arriva anche un rigore a un certo punto, un rigore oltretutto da non dare, perché lo svizzero Lichtefatto è in fuorigioco di undici metri. Ci pensa Arturo Guerriero del Guanciale a rimettere le cose a posto: lo batte con la stessa convinzione con cui domani andrò a dare un esame di cultura circense albanese. Zero a zero, secondo tempo.

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Calciomercato 2012

[dc]U[/dc]n post di super servizio interno, ovvero che serve solo a me. E forse ai fanz del Milano A.C. per capire quanta gente se ne sia andata e quanta poca ne sta arrivando (e son qui pronto a prenderlo nel secchio quando si capirà che in autunno si vota e Galliani verrà rimpinzato di soldi il 29 d’agosto). Comunque sia: fatene quel che volete, se vi serve. Intanto proverò ad aggiornarlo con le ultime notizie o almeno le penultime, se non proprio le terzultime. Tipo, da ieri sera è ufficiale il clamorosissimo passaggio di Bacinovic dal Palermo al Verona. Bacinovic, capito? Mica cotiche. Bacinovic. Buon fantacalciomercato col Top Player, segue elenco completo dei traferimenti della Serie A.

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Su Big Lucio la critica è discorde

“‘Ccoggiuda, a Tuttosport non c’avevo pensato!”
[dc]E[/dc] così la Juve ha comprato Lucio, giovane promessa brasiliana per puntellare la difesa. “Comprato” non è, in effetti, il termine più adatto, considerato che il giocatore ha rescisso il contratto che lo legava all’Inter. Insomma, è arrivato aggratis e costerà qualcosa tipo 5 milioni di stipendio in due anni, cui andranno ad aggiungersi eventuali bonus in base al numero di partite giocate e (si suppone) ipoteticissimi trofei conquistati. Lucio era già stato nel mirino dei dirigenti juventini, tipo nel 1986 o roba simile, quando era una giovane promessa per davvero. Ma vabbé, vai a sapere, magari funziona. Dicono che l’anno scorso abbia fatto una stagione degna del peggior Legrottaglie in fase pre-Cristo, ma non saprei commentare a riguardo: ho visto poche partite dell’Inter, ma ricordo abbastanza chiaramente un 20% delle saracche lanciate da Gorman nei lunedì post-campionato all’indirizzo del verdeoro. Quello che conta di più, in questo momento, è comunque tastare il polso del pubblico bianconero. Di quelli duri e puri, di quelli che ne sanno, di quelli che non le mandano a dire, di quelli che le scrivono forte. Di quelli che le scrivono nei commenti sul sito di Tuttosport. Aveva funzionato quando era arrivato Borriello, perché non dovrebbe funzionare ora?

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