Il bar sopra al mare di cemento

Gente col panino, ben al di sopra delle nostre esperienze asiatiche
[dropcap]M[/dropcap]olto prima del Mangiaincentro c’è stato il Mangiamoaibordi, non proprio nel centro della bella Milano quindi, ma nemmeno troppo in periferia. Precisamente nei dintorni di via Asiago al 45, perché tutto sommato via Asiago era bella lunga. Se sia rimasta lunga non mi è concesso sapere, ho scelto da tempo di ricordarla come sgretolata al pari dell’edificio cuocimattoni (o quello almeno pareva essere) che risiedeva felice e rossastro proprio al civico 45. Prima di tramutarsi in un ignobile palazzetto da palazzinari con la morte e le ruspe nel cuore.
Tra il 2002 e il 2007 l’ormai consolidatissimo gruppo inter-redazionale di Future Media Italy ha esplorato con egual successo (meglio: con simile insuccesso) svariati baretti e punti di ristoro, nel tentativo di rendere più soddisfacenti le pause pranzo. Finalmente è venuto il tempo di riassumere le considerazioni, i segreti, i nomi e le leggende che popolavano quei felici luoghi del disincanto culinario.

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Mangioincentro: Caffé del Bollo

Sempre a parcheggiare le moto davanti ai posti di Mangiaincentro, eccheppalle!

A grandissima richiesta torna la collana di maggior successo di questo blog, che poi manco è vero, ma serviva un’apertura così: esplosiva, frizzantina, brioblu, quel blu acchiappone. Possiamo ufficialmente definirla una seconda stagione, dopo che la prima ha riscosso pareri tanto eccitati da finire nel suo bel cofanetto in Blu-ray. Per riprendere le attività ci si è spostati di qualche centinaia di metri, muovendo l’attenzione dai dintorni di via Dante, per spostarsi molto più in giù, addirittura Piazza Borromeo e immediate vicinanze.

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Un caffé italo-americano

Lui volesse fare l'americano, ma è nato in Milanì

Se fossi donna, avrei dei forti momenti Guia Soncini e Fifth Avenue e tutte quelle porcate cretine tipiche di chi ha creduto che Sex and the City non fosse un cartone animato a tema lenzuola e stupide ex-giovani, ma una raccolta di verità da applicare alla vita reale. Tutto questo per dire che ogni tanto mi va anche di passare al bancone per ordinare un caffé americano. Quando, però, non ho voglia e tempo di arrivare fino al bancone di Arnold’s Coffee (il migliore tra i pochi emuli di Starbucks qui in zona meneghina), devo accontentarmi del bancone dell’Autogrill. E quindi di Puro Gusto, che è la sezione “caffé e pappatoria” dei punti Autogrill, almeno qui in città.

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Mangioincentro: Eat’s Good

Eat's Good
Eat's Good: iz guud?

Si stava così bene, uscite rituali e percorsi standardizzati: da una parte la Vecchia Milano, dall’altra Pierre Café e ultimamente pure un panino del tifoso dal baracchino calciofilo di fronte al castello Sforzesco (torneremo a parlarne a breve, forse)… e invece cos’è successo? È successo che una svolta sbagliata e la missione cialde-del-caffé ha portato Batman, Robin e il Commissario Gordon di fronte alla minuta vetrina d’ingresso di Eat’s Good, che ama definirsi “Panineria Gourmet” e vi aspetta ogni giorno in una delle piccole traverse che tagliano via Broletto, a un passo e mezzo da piazzale Cordusio.
Ma cos’è Eat’s Good? E soprattutto: riuscirà a conquistare un posticino negli aridi cuori della gang del pipistrello? Presto detto (poco più sotto) e presto letto (sempre più sotto).

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Mangioincentro: Pierre Café

Pierre Café
Pierre Café è in via Broletto al diciotto

Così vicine e così lontane: via Broletto e via Dante sono le parallele che mai si toccano (in quanto parallele). O meglio, sarebbe comodo e divertente se lo fossero, tornerebbe utile per iniziare in maniera scoppiettante questo post e rilanciare con rinnovato ottimismo la collana “Mangioincentro” per questo 2011 che è già tutto un successo clamoroso.
Invece nulla, invece tocca scendere a pian terreno, rasentare l’acciottolato della via Broletto lì sopra e andare di informazioni e commenti, senza tanta arte messa da parte. Quindi: il Café Pierre è un posto come tanti altri, nel senso che da fuori confonderlo con altri venti che occupano altrettanti spazi commerciali della rive droite di Broletto è questione di un attimo. Epperò dentro ha qualcosa di suo. O, anche, ha qualcosa di buono. Che non per forza è il cibo, ma magari l’ambiente, la cordialità, l’ampio parcheggio. No, l’ampio parcheggio no.

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Mangioincentro: Cliché Café

Cliché Café
Cliché Café: olé o non olè?

Cosa c’è di peggio di un cliché, di un luogo comune, di un freddo stereotipo? Presto detto: un bar in cui si mangia male, il servizio è pessimo, l’arredo discutibile e che ha pure deciso di chiamarsi così, Cliché Café.
La sensazione, come descritta in modo abile ma che ora non sovviene dal Pinguino, è che chi stesse gestendo il Cliché in quell’infausta pausa pranzo in cui ci siamo finiti noi, fosse tanto pratico della faccenda quanto chi scrive lo è di fissione nucleare (insomma, giusto una spolveratina sui principi base, ma nulla di che). Come se ti fossi svegliato una mattina e nel cartoncino degli imprevisti avessi tirato su: “gestisci un bar in centro Milano”. Risultato? Catadrammatico e stroficomico. Se solo avesse fatto davvero ridere, ma non ha fatto ridere: ha prima affamato Robin e il Pinguino, poi deluso tutti e tre. E si sa che deludere uno dalla bocca buona come il Batman è davvero impegnativo, per tutti i fulmini!
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Mangioincentro: Caffetteria Vecchia Milano

Caffetteria Vecchia Milano
Caffetteria Vecchia Milano: per ora vince lei

Sociopatici di tutto il centroMilano (scritto attaccato), segnatevi il nome: Caffetteria Vecchia Milano. Per voi è terra del diavolo, arata da lingue di fuoco e arsa da ribollenti fiumi di lava della cordialità: buongiorno a entrare, grazie quando ti alzi, buongiorno quando paghi, grazie + buongiorno quando esci. Dannati gestori con l’acqua alla gola: gli dai due anni di crisi e questi ne approfittano per chiederti l’amicizia pure su Facebook. Ma finirà tutto questo… certo che finirà, per intanto deve cominciare. Si intende dire che deve cominciare il pranzo e se finite alla Caffetteria Vecchia Milano la cosa potrebbe essere meno banale del previsto.

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Mangioincentro: Da Vinci la Pizza

Da Vinci la Pizza
Da Vinci la Pizza c'è la pizza ma non la vinci: 6/9 Euro

L’insegna dice “Da Vinci la Pizza”, ma non credetele: l’occasione che vi si presenta è più unica che rara, poter finalmente avvicinare Red Ronnie, direttamente in quello che è stato giustamente ribattezzato Roxy Bar. Perché il “cameriere: direttore” della Pizzeria da Vinci è Red Ronnie, del talentuoso uomo di televisione e musica ha lo stesso irresistibile carisma. Come di fronte a Red, vorresti esserti ricordato di mettere in borsa il ferro da stiro per piallargli la faccia. E poi rifarlo. E rifarlo.
Ma qualcosa di buono, questo Da Vinci, ce l’ha, ed è il cibo. Il cibo e la posizione, particolarmente comoda per chi sosta tutto il giorno all’inizio della zona pedonale di via Dante. Da Vinci è proprio lì sotto. E quindi, magari, vale anche la pena mollargli degli Euro.

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Mangioincentro: Caffé Vergnano 1882

Caffé Vergnano
Caffé Vergnano: fuori becchi di certo una che si lamenta che il toner è finito

Degli oltre quaranta locali sparsi in tredici paesi, uno è dedicato alla piccola e caratteristica via Speronari: pieno centro, una traversa dell’appena nata via Torino, d’angolo con il presidio yankee firmato Footlockers. Gli oltre quaranta locali sono quelli di Caffé Vergnano che, come ci scende agile Wikipedia, smandruppa nel mondo che uccise l’Uomo Ragno fin dal 1882, partendo dalla bella Chiari già di Don Bosco. Ma non è per quel matto del Re degli Oratori e delle noiose sedute psicanalitiche alla scuola media che oggi Caffé Vergnano 1882 è protagonista di Mangioincentro. No, lo è così a caso. Perché era lì, è successo, sembrava carino, c’era un tavolo libero e quella via Speronari è proprio una cosetta dolcina dolciò. Quindi sei lì e che fai? Non provi? Provi.

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Mangioincentro: Café Olympia

Café Olympia
Café Olympia: una big piadina sconfigge la banalità?

Con quel nome un po’ così che abbiamo noi, caffettini senza arte ma con lo sgabbiotto all’esterno. Ma bando agli insulti gratuiti, Mangioincentro torna con l’aggiornamento del lunedì. Un lunedì che ha già raccontato di cose strepitose, come di un Corona ad alto tasso di omosessualità e del tizio del Segway che non trova il freno, come potremo quindi dimostrarci all’altezza? Semplice, non provandoci nemmeno. E infatti la scelta del loculino per pappare è stata strappata via senza tanta voglia di sbattersi. Il suggerimento è arrivato dal Pinguino, che ha immolato la voglia di esplorazione della comitiva in nome della comodità: dritti fino in piazza Cairoli, di fianco al Decathlon, in un “breakfast lunch bar” con fuori, addirittura, le scritte in inglese nel menu! Sopravvivenza a rischio?

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Mangioincentro: Bar G.B.

Bar de G.B.
Bar de G.B.: panini sì, ma il caffé te lo tiro in faccia

Panino sì, panino no, panino forse: l’importante è che sia un panino giusto, ma Il Panino Giusto, in corso Vittorio Emanuele, ha chiuso. Si è portato con sé le memorie di un’epoca paninara e le attese snervanti, assieme alle dimensioni clamorosamente troppo ridotte dei suoi peraltro eccellenti sandwich all’italiana. Quindi per il secondo appuntamento con Mangioincentro (qui la spiegazione di cosa sia) si è scelto un altro posto ad alto tasso di paninamento: Bar G.B. Che il nome è un po’ così, un po’ sfortunato, ma fa nulla. Si ringrazia il MA per la segnalazione: ma sarà promozione piena o invece qualcos’altro?

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