Il verde di MCA

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A un anno dalla dipartita da questa terra di Adam Yauch, che da queste parti fa ancora girare ampiamente le palle, i Beastie Boys hanno realizzato quattro orologi in edizione super limitata, marchiati Nixon. Li vendono attraverso il loro sito ufficiale, a 75 dollari l’uno e, come prevedibile, sono orologi colorati e cretini. E sono talmente in edizione limitata, che sono pure già finiti. Il bello dell’iniziativa è che i 75 dollari (e ogni centesimo in più che si volesse dare contestualmente) verranno donati per la gestione e l’eventuale arricchimento dell’Adam Yauch Playground.

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Successi da PR: Deadpool

[dc][Edit!][/dc] In seguito a illustri interventi atti a illuminarmi su chi/cosa sia Deadpool, mi rimangio tutto e dichiaro il comunicato stampa sotto proposto come un piccolo gioiello di giustificata e rispettabile cialtroneria. Tarallucci per tutti!

Succede più di una volta di ricevere comunicati stampa discutibili, a volte rivedibili. In alcuni casi assolutamente deprimenti. Questo è uno di quei casi, di quelli in cui ti chiedi come possa essere successo per davvero. Poi alcune risposte le avresti anche, ma non avendo certezze è meglio non proseguire oltre su questa strada. Succede così che ieri pomeriggio, mentre ero tutto indaffarato a non fare una beneamata mazza, mi si illumina il telefonino per segnalarmi, diligentemente, l’arrivo di una mail. Con dentro il comunicato stampa dedicato a Deadpool. Ve lo ripropongo per intero e senza modifiche. Purtroppo WordPress ha dei limiti nella decenza, ergo si è rifiutato di digerire il comic-sans e di riproporre le frasi colorate come previsto dall’invio originale, ma non mi metterò certo a modificare il tutto. Quindi fatevi del male a sufficienza immaginando che, all’inizio, era pure peggio.

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La felpa del giovane Mark

Lui è il capo, minchiette
[dropcap]A[/dropcap] chi si fa domande sulla felpa di Mark Zuckerberg bisognerebbe ricordare una semplice immagine. A chi si fa domande sull’abbigliamento del signorotto che ha vinto l’internet (e quindi il mondo) andrebbe chiesto perché non si soffermi maggiormente sulla faccia da triglia dello stesso. A chi si fa domande si potrebbe anche chiedere di rimando se non ci ha niente di meglio da fare. Perché io qualche biglietto da visita carino e divertente l’ho anche trovato, raccolto, collezionato nel porta-biglietti-da-visita e poi perso in blocco coi suoi amici al trentesimo trasloco. Ma come questo qua di Mark, che è idolo incontrastato dell’universo conosciuto (ricordiamolo), no. Mai.

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Nell’arte di Street Fighter II

Questa mattina la redazione di Zave’s (ciao!) vi ha proposto la bella recensione di Andrea Corritore di Street Fighter II. Da lì a farsi riprendere nella morsa malefica dell’amore che fu, che è e che sempre sarà per il picchiaduro Capcom, è stata questione di attimi. Come quando entri nel tunnel dell’autolavaggio e non hai spento i tergicristalli automatici. Attimi che possono tramutarsi in panico, degenerare in follia, chiudere in dramma. L’occasione e l’umore ci sono quindi lieti (si fa per dire) per proporre un altro post a tema, questa volta con assai meno parole e molte più immagini: sono quelle di un po’ di illustrazioni ufficiali dedicate al gioco. Le stesse che ho personalmente riprodotto, ricalcato ed emulato malamente su quaderni e libri di scuola per anni, perché pochi giochi mi hanno segnato quanto quel World Warrior lì. Autore di tutta questa roba dovrebbe essere sempre lui, Akira “Akiman” Yasuda, ma magari mi sbaglio e arriva qualcuno più forbito di me a correggere. D’altronde è così che funziona l’internet: c’è sempre qualcuno pronto a scassarti le palle renderti una persona meglio.

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Rifacciamo Dailyrando

La gioia autentica dei momenti semplici: come quando ti lanci il televisore

Un doveroso aggiornamento di vBulletin ha imposto un lieve restyling grafico per Dailyrando, dato che il vecchio tema non era più supportato/compatibile/al passo con la giusta versione del sistema. Un’occasione per dare una ripulita a tutto, rinfrescare le stanze e tornare a scriverci dentro come ai bei tempi, quelli dei fossi per il lungo, sempre loro. Perché, quindi, non richiamare nuovamente l’attenzione su Dailyrando anche di qui? Cioé, vai a sapere, magari c’è qualche lettore di questo blog arrivato negli ultimi tempi, o perlomeno dopo il marzo del 2010, quando ha debuttato la bella e sparuta comunità di Dailyrando.
Siamo a quasi due anni eppure c’è ancora molto da fare, per non dire tutto. Proprio per questo siete tutti invitati a fare bordovalle su quelle pagine tinte di viola, arancio, bianco e qualcos’altro. Il verde c’era, a me piaceva, ma Gorman deve averlo segato del tutto in uno dei suoi raid di modifica al codice/stile notturni. Valla a capire ‘sta gente che segue l’Inter.

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All’Outlet del Funerale

Come ogni altro outlet, ma del funerale (immagine ufficiale)

Quella vecchia lenza del Dr. Kawashima suggeriva spesso e volentieri di percorrere strade differenti per recarsi al lavoro, tornando da scuola, raggiungendo il supermercato. Quel Kawashima lì, che gli si è voluto proprio un gran bene, sosteneva che modificare le proprie abitudini e dare due spallate alla routine fosse (sia) necessario per mantenere la mente agile e scattante. E quindi più giovane. Qualcosa di molto simile alla proposta dell’Outlet del Funerale, che difatti esordisce nella sua pagina pubblicitaria con un quesito secco, cui è difficile non rispondere: “Stanchi della solita agenzia funebre?”. Cioé, dai, sempre lì, settimana dopo settimana, a seppellire i propri cari col solito, antico e rugoso funerale. Come direbbe il Maccio: “mobbasta!”. Dateci un taglio, datevi una smossa, cambiare, cambiare, cambiare! Che con tutti questi morti in casa, non si può andare avanti continuando a ciurlare con lo stesso vecchio manico*. E allora… “Finalmente c’è Outlet del Funerale®”.

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