Costa Crociate FC, fondata nel 2018


Di , 13 settembre 2018

L’ultima volta che ho partecipato a un Fantacalcio saltavamo i fossi per il lungo. E le formazioni venivano comunicate al gestore attraverso messaggi disperati lasciati all’ultimo momento utile nella di lui segreteria telefonica. La mia squadra era ricolma di illustri sconosciuti di Vicenza e Perugia, poi il buio per vent’anni. Questa estate MDK7 mi ha convinto, non so ancora dire bene come e soprattutto perché, a riprovarci.

Dopo una serata d’asta assieme ad altre sette illustri figure, una settimana esatta fa, svoltasi in perfetto ordine e nel rispetto del prossimo, le rose di ogni compagine sono state elegantemente stilate. Tra cui, quindi, quella della mia Costa Crociate FC. Il nome era stato deciso fin dall’inizio, sapevo che avrei avuto Douglas Costa tra le mie fila e lo sapevano anche gli altri. Non per nulla è stato il centrocampista più pagato dell’intera asta (53 crediti, contro i 38 di Milinkovic-Savic, per dire*). Non esattamente una trovata degna del più grande stratega la mia, ne convengo, ma dopotutto è perfettamente in linea con quanto verrà espresso in ciascuna delle quattordici giornate previste.

Ora però è il momento di scoprire assieme i 25 uomini che faranno la storia della prima annata della Costa Crociate FC. Tutti maschi sani e potenti, tranne uno di cui parleremo brevemente e con lagrime copiose tra qualche riga.

PORTIERI

Alban Lafont, diciannovenne portiere della Costa Crociate FC.

Non volendo subito svenarmi per l’estremo difensore, ho dato fiducia alla Fiorentina, che a sua volta ha creduto nel giovanissimo Alban Lafont. Finora la media voto non è proprio da applausi a scena aperta, ma ehi… chissenefrega. Migliorerà. O peggiorerà. O rimarrà così. La vita è una scatola di cioccolatini, ma mai come quella della FC Secondigliano che punta tutto sui monumenti d’ebano e che quindi… ma lasciamo perdere.

Dietro a Lafont (o a fianco di Lafont, o sotto a Lafont o appena sopra a Lafont) c’è spazio per Thomas Strakosha (Lazio), uno il cui nome meriterebbe il palco del Bagaglino dei bei tempi, ma che comunque non dovrebbe esattamente fare stra-schifo, anzi. Chiudiamo con l’esperienza ultramillenaria di Stefano Sorrentino (Chievo): ha già incrociato i guantoni con CR7, probabile che nessun’altro arrivi a fracassargli il cranio da qui alla fine della stagione. Occhi aperti sui dolori reumatici, più che altro.

DIFENSORI

Domenico Criscito è tornato quest’anno al Genoa, che lo ha lanciato due secoli fa.

Sono da anni esposto a continui influssi genoani e questo deve aver in qualche modo influenzato la scelta di pagare ben 17 crediti per Domenico “Mimmo” Criscito, capitano di ritorno del grifone. Voglio crederci. Riflettori belli sparati anche e in particolar modo su Joao Cancelo (Juventus), in attesa che Caressa ci illumini col suo fare modesto e il tipico understatement sulla pronuncia esatta. C’è anche un lavoratore onesto come Armando Izzo (Torino).

Joao Cancelo, neo acquisto della Juve dopo il rodaggio nelle serie minori con l’Inter.

Il settore difensivo viene poi completato da Wallace (Lazio), un rincalzo che dovrebbe dire la sua e che, nella peggiore delle ipotesi, dovrebbe conoscere rimedi medioevali in caso la situazioni volga al peggio. Ma anche da Ragnar Klavan (Cagliari), preso più che altro per il nome, da Robin Gosens (Atalanta), perché nella Dea tendenzialmente fanno tutti piuttosto bene (ciao Petagna!) e infine da Johan Djourou (SPAL), che è titolare e quindi torna utile. Sempre che sia titolare, in effetti… non ricordo. Ehi, no no no, ne manca ancora uno: Francesco Acerbi, che ha cominciato discretamente la sua bellissima avventura al fianco dell’aquila laziale e che, più importante, non ha più quegli imbarazzanti baffi di un tempo.

CENTROCAMPISTI

Semplicemente lui.

Si è già detto di Sua Maestà Douglas Costa (Juventus, ça va sans dire), che illuminerà le notti e le giornate, volgerà le anime al suo credo, stenderà generosamente le sue messi di fronte a un mondo pronto a essere preso per mano. Sempre che Allegri lo faccia giocare per più di quindici minuti anche in Serie A, ecco. Poi abbiamo un altro laziale, Marco Parolo, che dovrebbe fare il suo e magari pure qualche gol. Procediamo con l’altra scommessa e nome piuttosto celebre: Marek Hamsik (Napoli). Carletto saprà amarlo? Lui saprà amare Carletto? Tutti sapranno amarsi ma non in campo che poi sospendono le partite e succede un casino? Lo scopriremo.

Marek Hamsik: ha scoperto che la Cina non è vicina.

Ho voluto ostinatamente Miha Zajc (Empoli), che l’anno scorso in B ha fatto cose eccellenti: assist, gol, spuma da cento, focaccina col crudo… tutto, fa tutto. Di fronte all’indecente squalifica subita, poi, non ho potuto fare altro che tendere la mano a Rolando “Non ci posso credere” Mandragora (Udinese), certo che saprà farsi valere o, alla peggio, regalarci grandi momenti anti-clericali. Che insomma, mica si buttano via. Buone sensazioni anche per Lucas Leiva (Lazio, di nuovo!) e Roberto Soriano, appena approdato a Torino, dalla parte della squadra sfortunata, ma dovrebbe comunque garantire prestazioni almeno decenti. O forse no, e si torna a Mandragora.

Miha Zajc: inserire qui battuta sulla gente di Empoli.

Manca nessuno? Manca qualcuno, sì. Manca Javier Pastore, ex PSG e oggi alla Roma. L’ho visto giocare in queste prime partite coi giallorossi ed è una cosa, a mio modo di vedere, indegna. Una lentezza infinita, un’imprecisione totale, una sconclusionatezza (esiste?) da guinness dei talponi. Infatti l’ho comprato. Vorrei dire che ero obnubilato dai fumi dell’alcool dell’Amaretto offerto dall’Ing. Noccio, ma in realtà quello è arrivato solo prima degli attaccanti. Quindi rimane un’unica chiave di lettura: sono stronzo.

ATTACCANTI

Edin Dzeko è già sicuro di vincere la Champions League. Maledetti tossici!

Mentre il resto del mondo impazziva per Cristiano e per Gonzalo, per Icardi e per Wanda, per Belotti e per Dybala o Mertens, io ho provato a mantenermi più solido nelle mie convinzioni e calmo nelle decisioni. Anche perché di crediti non è che ne rimanessero troppi, in effetti. Tutto su Edin Dzeko della Roma, allora. Sarà lui a dover tenere bello pieno il pallottoliere della Costa Crociate FC, nella speranza che replichi almeno in parte la stagione passata. O, lo avrete capito, si torna al mantra di Mandragora.

Gervinho porta uno stile unico e perfettamente in linea con la Costa Crociate FC.

Non sarà solo, il buon Edin, accanto a lui principalmente due altri acquisti che ho selezionato con amore e cura per le cose buone di un tempo, soprattutto se si parla di Gervais Lombe Yao Kouassi, meglio noto come Gervinho. Ancor meglio noto come Er tendina. Nel Parma, squadra su cui non scommetterei manco l’illibatezza dei timpani della Wanda di cui sopra, dovrebbe essere comunque in grado di fare un po’ di gol. L’altro è un giovane che, assieme a Zajc, un anno fa ha scalato la classifica dei marcatori di B con l’Empoli: Francesco Caputo.

Justin Kluivert: meglio di Bieber.

Rimane ancora uno spazietto? No, rimangono ancora tre spazietti! Il primo va a Patrick “Patrizio” Cutrone (Milan), momentaneamente fuori dai giochi per scarpe slacciate. Quindi Simone “Rigorista” Zaza, che ci mette sempre tanta foga e raramente la rete, ma non è che si può sempre avere tutto, dai. L’ultimo eroe della rosa della Costa Crociate FC è però lui, l’omino il cui futuro è già assicurato, la stella sulla Broadway già praticamente installata, l’amore di Wanda probabilmente già scontato: Justin Kluivert (Roma). Ti aspetto Justin, prenditi il tuo tempo (manco troppo) e poi sfonda tutti.


Questa è la Costa Crociate FC e voi potete starci o ribellarvi, urlare il vostro sdegno, scendere per le strade e togliere i taser alle forze di polizia che tanto ancora non sanno come si usano. Ma lo faranno, soprattutto verso metà della rosa dell’FC Secondigliano, mi pare di intuire. Questa, però, è un’altra storia bellissima che racconteremo più avanti, o anche no (auspicabilmente).

* che tanto mica fa di nuovo un’annata come quella 2017/2018, diciamocelo.

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