The Evil Has Landed (Queens of the Stone Age)


Di , 10 agosto 2017

Siamo al secondo singolo per “Villains”, il nuovo dei Queens of the Stone Age (25 agosto). Quello prodotto da Mark Ronson, quello annunciato da “The Way You Used To“. Quello che da noi passa col tour a Bologna e non a Milano e lo capite anche voi, qualunque sia il vostro capoluogo di provincia, che stiamo scherzando col fuoco. Maccomunque…

“The Evil Has Landed” sono sei minuti di quella cosa uptempo promessa da sua intoccabile immortalità (Josh Homme, per me nella lista del “se mi piacessero i maschi”, ma da tempo). Al decimo ascolto in loop, ammetto di non aver ancora acceso il cero alla madonna californiana di cui sopra. Mi ricorda per linearità e leggerezza (pulizia?) della produzione e del mix qualcosa dei Them Crooked Vultures. Per voglia di lasciarsi andare senza tanta epicità ad alcuni episodi di “Era Vulgaris”. Provare a tracciare i confini del modo di fare e di non fare di Homme, quando impegnato con questa o quella tra le sue tante creature, è un compito che lascia un po’ il tempo che trova. Quindi possiamo anche farne a meno.

Mi piace senza se e senza ma l’evoluzione più ipnotica e accerchiante della seconda parte. Mi piace l’efficacia della chitarra per tutto il tempo, che però viene ripulita fin troppo (assieme un po’ a tutto il resto), almeno secondo le mie aspettative di fronte a un pezzo dei QOTSA. Che poi anche qui, parliamone: aspettative da cosa? Da “Song for the Deaf”? Da “R”? Da “Like Clockworks”? Da che? Non so/non dico. Per la mia forma mentis i Queens of the Stone Age sono, di base, qualcosa di sempre un po’ più pericoloso e roboante di questo pezzo, ma la curiosità per il disco completo rimane invariata.

Così come il fastidio per il tortellino che vince sul risotto allo zafferone.

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