Hello Nasty, where you gone?


Di , 15 agosto 2017

Secondo Google qualche giorno fa si festeggiavano i 40 anni dell’hip-hop. Al di là delle interpretazioni è invece certo che oltre cinque anni fa MCA ci lasciava, trasmigrando ed evolvendosi in una possente divinità fatta di luce, ritmo e facce sceme. Spero.

Per chi è cresciuto a pane e inni generazionali (supposti tali) ogni cinque minuti, grazie alla prolifica industria del sound di Seattle e dintorni, vedersene andare qualche adorato musicista non è esattamente una novità. Chitarre elettriche, bassi, batteria ed eroina: una formula tradizionale, sempre efficace. Da Cobain a Staley. Abbiamo pure fatto in tempo a sciropparci qualche morte eccellente figlia dell’ex Malattia delle Malattie, quella che negli anni ’80 e ’90 stava falciando gente qua e là, tra cui Freddie Mercury ovviamente.

Eppure nessuna mi ha colpito come quella di Adam “MCA” Yauch. Non perché avessi (e abbia) per i Beastie Boys un tipo di venerazione di classe superiore rispetto a Nirvana, Alice in Chains, Soundgarden et similia. Anzi, a onor del vero va detto che teoricamente la mia adolescenza è fatta più di “Mexican Seafood” e “Junkhead”, piuttosto che di “Ill Comunication”. Ma ci sono due fatti.

Il primo è che comunque i Beastie Boys fanno parte di un’epoca antecedente a quella della consapevolezza musicale. Quando mi andavano bene le zollette musicali di Deejay TV o di chessò io, i Beastie Boys erano in mezzo alle figurine di Paperotti, alle pretese tutte tirate a lucido di Jovanotti e agli adesivi dei RUN DMC. Era un nome che girava e mi piaceva. Poi vabbè, “Fight for your right (to the party)” la conoscevano proprio tutti. Ma in effetti sono entrato in sintonia con i Beastie solo con l’uscita di Hello Nasty (1998), da lì ho scoperto il gruppo e la passione è stata smodata e tuttora attizzatissima. Ricordo con lacrime di gioia il concerto del 2004 al Forum di Assago.

L’altro fatto è che i Beastie Boys erano simpatici, stupidi, scemi, sopra le righe. E anche vergognosamente abili, capaci, esperti, saggi e imprevedibili. Ma in primis, per me, erano i ragazzi scemi e troppo divertenti da seguire non solo nelle rime (a farcela!), quanto anche nei video. Negli allestimenti da idioti patentati. Nelle corse in auto illegali, per davvero, di Sabotage. Nella mezz’ora conclusiva del corto/video/sequel di “Make Some Noise”/”Fight for your Right (to the party) – Continued”, anno 2011. Ecco, che anche uno di loro potesse finire torturato e vinto da un cancro mi ha davvero fatto male.

Qua sotto ho messo in fila, ma anche un po’ a caso (e un po’ no) una doppia selezione dei pezzi che preferisco dei Beastie Boys. Non è roba da finissimi conoscitori, prima di tutto perché non lo sono, poi anche perché non era questo il senso. Non ho nemmeno messo pezzi di Some Old Bullshit, di The Mix-Up o b-side di alcuna sorta. Eppure è comunque un ascolto adeguatamente spaziale.

Nota bene: in fondo a ogni “disco” c’è la playlist pre-YouTubata per chi vuole stare bene senza dover muovere un dito.

Disco 1: Something on the windowsill

  1. Make Some Noise – Hot Saucee Committee Part #2
  2. Super Disco Breakin’ – Hello Nasty
  3. Hold it Now, Hit it – Licensed to Ill
  4. Three MC’s and One DJ – Hello Nasty
  5. Shadrach – Paul’s Boutique
  6. Right Right Now Now – To the 5 Boroughs
  7. Fight for your Right – Licensed to Ill
  8. Something’s Got to Give – Check Your Head
  9. Hey Fuck You – To The 5 Boroughs
  10. Shake Your Rump – Paul’s Boutique
  11. In 3’s – Check Your Head
  12. Picture This – Hello Nasty

Disco 2 – You can’t, you won’t and you don’t stop

  1. Sure Shot – Ill Comunication
  2. Hey Ladies – Paul’s Boutique
  3. So Watcha Want – Check Your Head
  4. Just a Test – Hello Nasty
  5. An Open Letter to NYC – To The 5 Boroughs
  6. Get it Togheter – Ill Comunication
  7. Sabotage – Ill Comunication
  8. Song for Junior – Hello Nasty
  9. Lee Majors Come Again – Hot Saucee Committee Part #2
  10. Alright Hear This – Ill Comunication
  11. Multilateral Nuclear Disarmament – Hot Saucee Committee Part #2

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