Cardiff, per gli amici fantasy Caerdydd

Il punto più basso dell’intera giornata di ieri non è stato da Bill’s, il più che discreto locale che ci ha sfamato a pranzo. Nonostante proprio lì, tra un chicken burger con discrete ambizioni e un piatto di melanzane arrostite, tra dell’altro pollo a fette e delle salsiccette, sia discesa ineffabile la conferma che #Pogback. E insomma, e vabbè, e anche abbastanza ‘sticazzi a questo punto, anche se #edispiacesignora. No, comunque no, non quello, non lì.

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Un po’ prima, piuttosto. Quando si stava arrivando da Bill’s, che è in centro a Cardiff: nel tragitto Bristol – Galles, roba da poco affrontata con la giusta spavalderia dalla Karjar (bene Toso?) che rimbalza sulla corsia un po’ flipperosa. Lì il Mottura ha avuto la gustosa idea di collegare il suo iPhone al sistema di intrattenimento Renault, pompando nelle casse Ruggero dei Timidi mentre si oltrepassava, italiani e fieri, il bel ponte sulle acque fangose che ci ha portato nella terra delle “d”. Ma anche delle “y” e delle “w”. Tante d, y e w, in Galles. E pochissimo Bale, non ne ho visto manco uno che fosse uno.

Però il resto ha funzionato bene. La giornata è stata vergognosamente ventosa, tanto da ipotizzare qualche golfino a un certo punto. Ci siamo soffermati con particolare attenzione attorno agli elementi più rappresentativi della cultura gaelica. Negozi di magliette per giovani, a voler essere più precisi. Ma anche un gran bel posto dedicato alle malattie dei giochi in scatola (in cui ho visto, innamorandomene, uno Street Fighter Card Game qualcosa che cercherò altrove per comodità e spendere di più). Ma attenzione: Cardiff verrà anche ricordata per aver fornito dosi di otterine e di mucche-joker (stile Heath Ledger, stessa quantità di attuale vita in corpo, oltretutto).

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Continua, comunque, la lotta contro la gente che non vuole darci da mangiare la sera. Ieri dei pub/ristoranti ben segnalati dal mondo dell’internez ci hanno risposto che la cucina aveva chiuso alle sette (19:00). Va bene i ritmi e la vita differenti, il rispetto dell’altrui modo di affrontare l’esistenza (a casa sua, anche se il mondo sarebbe di tutti noi, abbracciati mentre inneggiamo alla Coca Cola), ma checcazzo… chiudere la cucina alle sette di sera?

Oggi si punta verso Exeter, con probabile sosta ricreativa a Bath. Onwards!

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