La domenica allo stadio

La visuale garantita dal settore 207, fila 12, posto 2: il mio

Cinque aprile 2006: dopo uno scialbo pareggio a reti inviolate, la Juventus di Capello esce a testa bassa dai quarti di Champions League, sconfitta dall’Arsenal in virtù dei due gol segnati dai gunners all’andata. E il sottoscritto esce altrettanto mestamente dal Delle Alpi per l’ultima volta. Seguirà una stagione di giudici e retrocessioni per i bianconeri, di acquisizioni scellerate per chi mi garantiva (ogni tanto) gli splendidi biglietti per le partite europee e quindi tanti saluti a tutti.
Cinque anni e mezzo più tardi il Delle Alpi è solo un ricordo, così come la Champions League in effetti, ma si torna allo stadio, per la prima volta a vedere la Juventus in campionato in casa sua, per la prima volta nel suo Juventus Stadium e, ringraziando le oscure divinità del calcio, finisce in allegrezza e gioia: 4-1 e la vita ti sorride, anche se ha provato lungamente ad ammazzarti considerati i 30 e rotti gradi e il tasso di umidità che mi permettono finalmente d’intuire come si deve stare a Bogotà.

A me la gente con la maglietta di Del Piero un po' intristisce, almeno questo si salva

La giornata parte a rilento, ci sono da smaltire le scorie di un matrimonio che Barney non esiterebbe a definire, nei tempi, “legen_waitforit_dary“: 12 ore tra inizio preparazione e svacco postumo su divano, con l’iPad che diventa un secondo monitor per Sky grazie all’improponibilmente costoso Sky Go. Ma questa è un’altra storia.
Dopo i salti tripli per riuscire a strappare un biglietto per il secondo anello in curva nord e qualche e-mail chiarificatrice con il servizio assistenza di Juventus.it per la prenotazione del parcheggio, ci si può finalmente lanciare verso l’uscita Venaria-Druento della tangenziale torinéése. Lì ci si arriva dopo un po’: dopo la prima sosta all’autogrill di Novara, con già ampia tifoseria in movimento, strombazzamenti di saluto e obbligatorio acquisto di panino-sotto-l’ascella come il tifoso teutonico-Juventino di “Bianco Rosso e Verdone” insegna. No, in realtà niente panino sotto l’ascella, anche perché sono le dieci e quaranta di mattina, questa bella cosa della partita in orario di pranzo sfalsa un po’ tutto.

La proprietaria del blog dice che il simbolo dello Juventus Stadium sia orrendo, vero?

Arrivare fino al vialone che trascina nei pressi del nuovo Juventus Stadium è cosa di poco: traffico ridotto, strada sempre dritta e due etti di ricordi di serate di Champions quando finalmente lo imbocco. A fianco ci sono pure due o tre cavalli che se la godono strappando erba, giusto per dare un tocco naif al tutto. Altri tocchi andrebbero riservati agli accessi ai parcheggi, alcuni chiusi, altri intasati, tant’è che se a mezzogiorno meno dieci sono in zona stadio, arrivo a parcheggiare solo venti minuti dopo. E in giro c’è il pubblico delle grandi occasioni, nel senso che c’è un fiume di gente che corre da punto a punto, con una punta di vaga disperazione negli occhi. Si capisce in fretta perché: gli accessi allo stadio sono tutti nuovi e vai a capire quindi dove devi andare. Il mio piccolo mondo dorato di gioia e fortuna fortunella mi riserva un parcheggio 5 di fronte all’ingresso C. Io sono alla F. E mancano dieci minuti scarsi al fischio d’inizio.

L'ingresso al settore 207, per arrivarci c'è voluto un attimo e mezzo

Segue quindi dramma a ritmo di marcetta e corsa, sotto il delirante solleone sopra citato, saltando file di fiere ululanti che attendono di ritirare il loro biglietto alle casse, con insospettabili signore che urlano di come azzererebbero il CDA del Padre Eterno se potessero, riqualificando la santissima trinità con epiteti coniati lì sul momento. E poi venitemi a dire che il calcio non è arte.
Comunque alla fine si entra e l’ingresso F è quello dello Juventus Store, ma il tempo è tiratissimo e quindi meglio trovare il proprio seggiolino. Questo? No, non è questo. Quello là in alto? No, nemanco. Come minchia panata si legge ‘sto biglietto? Mi metto qui, che han pure fischiato l’inizio e la sud sta già ribollendo di bava e cori e l’azione si vede veramente bene e lo stadio è zeppo e bello e caldo e vibrante e… “non è il suo posto signore”. Mi fa uno stewart, zelante epperò cheppalle. “Okei, questo è il biglietto, mi dichi lei come si legge, cosa devo fare e quanto tempo ho per farlo prima di essere squalificato”:
Lo stewart mi porta dove devo sprofondare il sedere, facendo spostare uno che si era sbagliato tanto quanto me. Prendo posto e inizio a godere di un primo tempo che a lunghi tratti è incoraggiante e a volte pure eccitante.

Nel primo tempo la Juve attacca verso l'altra curva, tz!

La Juve tiene palla, tiene sempre palla, sbaglia pochissimi appoggi e quando lo fa pressa alta per riconquistare la sfera. I dettami di Conte finora sono messi in pratica senza sgarrare, ma c’è sempre quell’odore di potenziale fallimento, di crisi depressiva interista, che nelle ultime due stagioni ha colto i bianconeri quando meno te l’aspettavi.
C’è anche odore di tintoria: la curva nord del nuovo Juventus Stadium profuma di tintoria. Non è mica una battuta, una metafora, un’allegoria o un’altra di quelle robe lì: è proprio che si sente quel tipico effluvio di appretto-col-manico che ti aspetti di trovare in una tintoria. A saperlo portavo i due cesti di magliette che da un mese aspettano di essere pressate.

Non aspetta di pressare l’undici in campo, fortunatamente. E nel mentre in cui il pubblico attorno a me inizia a godersi Pirlo, Andrea da Brescia scodella un pallone per un tizio che si è buttato dentro senza pensarci tanto su. E che la butta dentro senza pensarci tanto su. Uno a zero e… chi ha segnato? Lichsteiner, maestro di cioccoleria e abile a impralinare gli emiliani. Per tutto il primo tempo la Juventus gioca nella metà campo nella porzione opposta alla mia curva, ma con lo svizzero che impartisce lezioni di calcio a Motta proprio sotto di me. Non è neanche lo stesso sport.

Si va al riposo col vantaggio minimo, che non è una bella cosa, ma che è ottima considerando l’imprevedibile tendenza al suicidio della Juve recente. Se qualcuno ha annotato le percentuali di possesso palla dei primi 45′, me le renda note che ho interesse.

Le stelle sono tante, milioni di milioni, ma quella del Roberto...

Sfrutto l’intervallo per cercare di studiare per quanto possibile lo stadio. In realtà dalla mia zona posso solo accedere alla parte interna che ospita qualche bagno (ce ne sono a sufficienza per evitare resse, ma a un certo punto i rubinetti vanno in sciopero) e una zona cibo presa invece d’assalto. Qualche angolo bibbite con distributori automatici è altrettanto gremito, quindi non si mangia, non si beve, ma si guardano le stelle disponibili in zona: Buffon, Conte, Baggio, Montero, mica pizza e bagnacauda. Discutibilissimo il font “effetto firma”, ma in realtà “effetto Comic-sans”, che le adorna, ma esaltante l’idea e il senso storico che si spera riusciranno a comunicare.
Scopro però che dalla mia zona non posso accedere alle tante risorse che lo stadio dovrebbe mettere a disposizione secondo programmi. Ovvero i negozi, i ristoranti e via andando. Certo, la dimensione “centro commerciale” dovrebbe partire solo a ottobre, ma almeno per quanto riguarda i ristoranti speravo in qualcosa di differente. Pare che ci si possa accedere solo dalla tribuna: i poveracci mangiano la pizzettina dopo mezz’ora di coda e fatti loro? Bo’, pare. Almeno per ora.

Il giovane Pirlo batte veloce un angolo sotto la nord

Di buono c’è che per arrivare dall’ingresso al posto a sedere occorrono davvero due minuti scarsi, idem per defluire dopo il triplice fischio: tutto molto ben fatto. Così come è ben fatto il secondo tempo della Juventus, che gioca questa volta sotto la mia curva e, messi da parte i primi 5 minuti in cui il Parma prova a far finta di tirare due calci al pallone, lo fa davvero bene.
Giaccherini ha preso il posto di Lichsteiner nella mia visuale, è l’unico che soffre oggi: l’emozione, il caldo, quel che volete, ma fa poco, anche se sbaglia altrettanto poco. Diventerà utilissimo, ne sono certo. Sono già utili i duecentomila palloni toccati dal solito Pirlo, sono utili le accelerazioni e gli appoggi dietro dello sfortunato Matri, è indiavolato e utile Pepe, quasi sempre preciso e dai doppi-polmoni pure Marchisio. Non vedo un granché bene Del Piero, ma poi mi smentirà.

La curva continua a insultare Giovinco appena gli è possibile e qualche volta pure quando no. I cori a supporto sono insistenti, si batte le mani per ogni buon appoggio ed è cosa buona e giusta: lo faccio sempre, perché mi sembra sinceramente un atteggiamento positivo per la squadra e che ridà un minimo di umanità e classe al pubblico. Funziona molto meglio in uno stadio così intimo, che ti butta addosso e sopra ai giocatori: quando in TV seguo qualcosa della Premier o della Liga, gli applausi del pubblico durante tutta la partita sono l’elemento che più mi sembra manchi alla nostra Serie A. Quindi ieri che potevo, l’ho fatto.

In effetti ne avevo anche tutte le ragioni, il secondo gol di Pepe arriva dopo qualche errore di troppo in fase conclusiva e mette finalmente un po’ di pace nelle coronarie del pubblico. Perché se anche gli “altri” non hanno mai tirato… insomma, meglio toccar ferro. Dopo lo splendido tre a zero di Vidal, che entra ed è indemoniato (e già idolo), lo stadio si scioglie definitivamente. Si susseguono i saltelli anti-Inter (che non fanno mai male) e partono i primi “tutti a casa/tutti a casa”. Invece non si va tutti a casa perché Marchisio fa un gol fuori di testa e viene ad agitare la mano sotto la nord, con ululati di apprezzamento e, mi pare, qualche insana esibizione di autoerotismo da parte dei supporter bianconeri.

Cosa non ti fa uno zoom decente nella macchina fotografica!

Finisce in gloria, con la Juventus che gioca in modo diverso dal recente passato, con uno stadio che respira a fianco della squadra, con urla continue a sostegno di Conte, con saluti a entrambe le curve, contro un avversario modesto che l’anno scorso aveva portato a casa sei punti in due partite.

Finisce anche con mezz’ora in coda per lasciare il parcheggio e la sensazione netta di essere sull’orlo di una crisi idrica (la mia) e altrettanto tempo per ritrovare un imbocco all’autostrada. Ma è una bella domenica, una bella partita, un bello stadio e un bel saluto al Toso che doveva venire ma è stato a casa perché c’era il Gran Premio di Monza. Se volete commentare la scelta, avete gli strumenti per farlo e secondo me dovete proprio.

[Addendum: in questo album fotografico di Google+ ho messo tutte le foto fatte ieri.]

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10 commenti su “La domenica allo stadio

  1. La prima immagine con quella luce così forte e quelle forme così poligonali sembra uno screenshot di FIFA12.

    Bello il tirante in curva, il tocco di classe.

  2. Belli anche i cori a sostegno della Juve, tipo “parmigiano pezzo-di-merda”

    Vista in TV la partita, onestamente il Parma è stato un ottimo sparring partner compresa la mezza figur’emmert di Buffon che ormai ci sta. Bel reportage, ci andrei moolto più cauto con gli ottimismi dato che ieri abbiam giocato contro NESSUNO però capisco l’entusiasmo e il feeling con il nuovo stadio, e la stella a Baggio doveva essere gigantesca, come insegna proprio.

    PS
    Pepe > Krasic per ora

    1. Yep, su Pepe e Krasic ora come ora siamo d’accordo. Pepe è di sicuro più efficace in questo momento, ma anche più prevedibile. Non salta l’uomo come teoricamente sa fare Krasic, vedremo.

      1. Mah, l’anno scorso Krasic saltava l’uomo fino a dicembre o gennaio, buttandosi quando non ci riusciva. Poi ha saltato solo la merenda, sopratutto da quando c’è Conte.
        Il problema è che se Pepe continua così hai un panchinaro strapagato e potenzialmente rompicoglioni, a meno che lo reinventi da qualche altra parte, tipo come attaccante.
        Non mi pare che l’allenatore lo veda tanto bene, non escluderei che a gennaio lo spediscano via, magari per un top player (LOL).

  3. Krasic e Pepe possono giocare assieme. Uno per fascia come lo scorso anno. Meglio ancora se giochiamo con il 4-2-3-1. Krasic, Vidal e Vucinic nei 3. Matri unica punta. Marchisio e Pirlo in mezzo. Difesa a 4 con De Ceglie, Chiellini, Barzagli e lo svizzero. Mossa fondamentale per continuare a vincere: Bonucci in panca. Mossa fondamentale per lo scudetto: Bonucci in tribuna.

    p.s. Per quanto riguarda le camice, portale pure dalle zie, che altrimenti si lamentano con tuo fratello.

    Firmato
    Tuo fratello

      1. Bonucci.. l’unico centrale difensivo al mondo che si ostina ad uscire dalla difesa palla al piede, tentando pure di saltare l’uomo, peraltro non riuscendoci, alimentando così contropiedi terrificanti ed autolesionisti. Meno male che hanno tirato via “Filippo Melo” come lo chiama il mio vecchio padre. Altrimenti potevo scrivere: l’unico centrale di centrocampo al mondo che non solo corre poco, ma è incapace di giocare di prima, avere visione di gioco e si ostina a stoppare sempre il pallone rallentando così ogni azione offensiva della sua squadra, rendendola vana.
        Per quanto riguarda la questione Krasic: la Juve faceva bene a venderlo quest’anno, che teneva una buona quotazione. La scorsa stagione aveva sfruttato il suo stato di forma estivo-autunnale derivante dalla preparazione al campionato russo per mettere in mostra le sue abilità quando tutti nella serie A erano a corto di gambe. Tecnicamente poi è limitato e questo non potrà nasconderlo ancora a lungo. Quando finirà del tutto “l’effetto Krasic” allora cominceremo a guardarlo nel giusto modo, dicevo lo scorso anno. Sta accadendo.

  4. ciao scusami un info, quindi per vedere la stella di baggio puoi dirmi esattamente in che settori dovrei andare a vedere la partita? grazie mille