I Roxette non sono morti e forse sì

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Roxette: quando l'età non intacca il genio

Non è morta di cancro, annichilita da un tumore, mangiata da un lardosauro: Marie Fredriksson è viva e vegeta. E con “vegeta” si intende propriamente che vegeta dietro a un microfono assieme al suo compagno di ventura: Per Gessle. Assieme il mondo li conosce come Roxette e tornano in questo drammatico inizio di 2011 per riprendersi il proprio sogno da rockstar, bruscamente interrotto dalla realtà dieci anni fa, quando sul mercato arrivava sia un quintale di banane di primissima scelta, che l’ultimo lavoro in studio del duo svedese. Da lì in avanti la Svezia è stata molto Ikea, un bel po’ Ibrahimovic e, grazie a Dio, pochissimo Roxette.
Loro, però, non ci stanno e attaccano tutto e tutti in un album al vetriolo, dal suono garage che è quello della motorcity Detroit, con una produzione che strizza l’occhio al più intransigente degli Steve Albini. E come d’incanto il mondo scopre un fascio di luce oltre il buio lasciata dai Nirvana a “Tunnel”.

No vabbé, “Charm School”, il disco dei Roxette, è una chiavica di proporzioni mediocri. Perché se perlomeno fosse uno di quei bei drammi esplosivi, allora sì che avrebbe un senso pop. Però fa quasi senso e instilla tanta tenerezza, oggi come oggi, tornare con la mente a ‘sti due cosi che, ormai ventitre anni fa, regalavano a una generazione di bambini che non avevano di meglio da fare, un capolavoro senza tempo: “The Look”.
Altro errore: “The Look” un tempo ce l’aveva, diciamo sei mesi. Massimo. Poi si è passati oltre. Si è passati alla nuova serie di Holly & Benji o “La migliore difesa è la fuga” (con Dudley Moore ed Eddie Murphy, mica cotiche), che era di qualche anno prima, ma non lo si è noleggiato in quel periodo lì. Un po’ dopo “The Look” e un po’ prima “Joyride”. Che io “Joyride” (1991) l’ho pure comprato. Anzi, al femminile: ho comprato la cassetta. Avevo undici anni, non è che possiamo star qui a far tanto rumore.

“Charm School”, nel frattempo, continua senza arte e con pochissima parte a rotolare da sinistra a destra nella barra di progressione di iTunes. Uno di quei momenti in cui ti viene da domandare perché cavolo non ci sia installato Winamp qua sopra, che almeno si evita d’inquinare la libreria di musica seria. Uno di quei momenti in cui ti chiedi se davvero fosse il caso di scrivere un post sui Roxette. Che poi erano anche al Festivalbar. Che poi i Jalisse li avevano rippati tutti per portarsi a casa Sanremo. I Jalisse che rubano ai Roxette… se non è giustizia divina questa, non so quale possa essere.

Eppure loro ci provano. Forse rinvigoriti dalla non-morte della Marie, probabilmente ringalluzziti dal continuo ritorno sui palchi dei Duran Duran, il duo di “Listen to Your Heart” mantiene però un ruolino di marcia assolutamente affascinante: sedici dischi pubblicati, di cui otto di inediti e otto raccolte. Bom!

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13 commenti su “I Roxette non sono morti e forse sì

  1. chi ha scritto sto post è veramente una cretina e di musica nn capisce un cazzo dato che la musica di oggi fa schifo come chi l ascolta in questo caso l innominata allora stupida bambina di merda io nn offendo la tua musica e tu evita in futuro di parlare male della mia deficente bambina del cazzo.

  2. Non ho mai letto così tante cattiverie dettate da una chissà quale turbe psichica repressa..forse nn sei stata, e nn sei tutt’ora sicuramente, in grado di accogliere (o cogliere) la semplice serenità che i roxette trasmettono con la loro musica..chissa’ cosa ascoltavi in quel periodo di qualitativamente serio (?!?) e chissà cosa ascolti ora (!!!) mi vien da ridere…e se vogliamo parlare di qualità musicale, beh devi prima imparare a saper apprezzare ed ascoltare tutta la musica, ma nn m aspetto nulla da una persona che scrive certe cose e in certi modi..ti consiglio di andare oltre alle ingiurie dettate dalle mode del momento (che immagino seguirai alla lettera…), e ti invito a riflettere prima di parlare in modo improprio di artisti che si dedicano tutt oggi alla loro professionalità con estrema dedizione..
    Scendi dal piedistallo e metti via la superbia, consiglio spassionato

    Fan e musicista

  3. I roxette possono piacere o meno, è questione di gusti, ci mancherebbe. A me piacciono moltissimo ed evidentemente se sono ancora li da trenta anni un motivo ci sarà. Comunque i gusti son gusti, ciò che ritengo sbagliato è scherzare a scrivere cattiverie nei confronti di una persona che si è ammalata di tumore al cervello. Davvero sbagliato e poco intelligente.