I gradi di separazione di Steel Empire

Steel Empire
Steel Empire: il sano sparatutto con tanto buon gusto

Nel giochino dei sei gradi di separazione, quelli di Hot B se la cavano alla grande. Pardon, errore storico: se la cavavano alla grande, prima di primeggiare in corsa al fallimento e impratichirsi di conseguenza nella maratona allontana-creditore. Hot B se n’è andata da un pezzo (è rimasto il marchio, rilevato da altra gente come una Atari qualsiasi nel piatto di un francese) e con lei l’affascinante storiella del videogioco dedicato a “Castle in the Sky”. Insomma, “Laputa”. La “Laputa” dello Studio Ghibli sì, del Mastro Miyazaki, proprio quello. Perché Steel Empire sulla carta, e in quel periodo (siamo nel ruggente 1992), era in tutto e per tutto la versione interattiva del lungometraggio del celeberrimo vincitore dell’Orso di Berlino (due secoli dopo). Poi è successo qualcosa e quasi si finisce a parlare di plagio e a pagare avvocati…

Steel Empire
Nuvole e castelli nel cielo... uhm...

Ma il destino di Empire of Steel è questo, ovvero quello di far parlare in particolar modo di nomi ed etichette. Per intenderci: con la cartuccia infilata nello slot del Megadrive lo schermo sputa senza dubbi uno Steel Empire; con la confezione tra le mani l’occhio è certo di leggere Empire of Steel vicino a Megadrive; alle prese con la versione nord americana ecco finalmente farsi vedere Steel Empire, che accompagna la deliziosa illustrazione scelta da… da Flying Edges. Una delle etichette di una, allora, attivissima Acclaim.

Tra i dubbi sollevati da Steel Empire, però, non deve mai essercene alcuno legato alla qualità del gioco. Quella dei 16 bit è l’epoca d’oro per gli sparatutto, in un momento in cui non serviva ancora specificare “bidimensionali” o, ancora peggio, “con le astronavine”. Si era probabilmente già persa la spinta innovatrice ed esploratrice, quella che da Space Invaders in poi ha garantito al genere il primato nelle classifiche di gradimento tra il fine dei ’70 e i primi ’80, ma è altrettanto vero che tra Megadrive, Super Nintendo e PC Engine c’è un proliferare quasi selvaggio di sparatutto.

Steel Empire
Steel Empire in Giappone

Steel Empire riesce ad alzare la testa sopra alla massa e a respirare aria buona, magari non freschissima, ma buona almeno. A sufficienza per tirare dritto oltre il primo stormo di caduti sotto i colpi della banalità e del già visto. Aiuta, in questo senso, la splendida caratterizzazione grafica concessa (si fa per dire) proprio da quell’origine nobilissima citata in apertura: Steel Empire è il trionfo dello steampunk da sogno, di cieli cremisi e isole di ferro, di colonne vaporose e grandi esplosioni. Impossibile scambiarlo per “un altro sparatutto”. Ancora di più: impossibile farlo perché il lavoro svolto da Hot B è di quelli da applausi. Applausi placidi, perché non si è fatta la storia con Steel Empire, ma almeno la giornata, quella sì: buono il level design (pattern di attacco dei nemici), buono il ritmo, ottimo il livello di difficoltà calibrato verso l’alto (o almeno credo*), intriganti i boss, interessante il sistema di potenziamento tramite raccolta di “punti” esperienza, azzeccata la scelta di poter sparare sia frontalmente che dal retro del caccia/zeppelin (si sceglie a inizio livello).

Ai tempi può non aver ricevuto le corone di alloro di Thunderforce III/IV o il passaparola di Hellfire, né, tantomeno, internet ne ha scovato un passaggio di engrish degno di Zero Wing, e allora è questo il momento per riscoprire uno sparatutto classico ed efficiente. Oltretutto convertito per Game Boy Advance pochi anni fa.

Nota bene nel Post scriptum: recensione inizialmente realizzata per le valenti menti di Area.21, ma subito incollata di qua per comodità dell’autore.

The Steel Empire

(Megadrive)

Chi? Hot B
Quando? 1992
Ci piace? Decisamente sì
Devi allungare ‘sto box? Esatto

* oggi tutti gli sparatutto con le navicelle sembrano impossibili, ai tempi ero una persona meglio.

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0 commenti su “I gradi di separazione di Steel Empire

  1. Eh, io all’epoca ero campione di Silkworm. Ora faccio fatica a tenere inquadrato un ricombinante in Bioshock.

    Si invecchia.