Lo snob che odia il calcio non va compatito

Festa al Circo Massimo per i Mondiali del 2006

Si parla di calcio, ma in maniera tangenziale, casuale, è lo spunto per. Occasionalmente, parlando con amici o ascoltando conoscenti, pochi minuti fa leggendo svariati messaggi sulle bacheche di Facebook, capita d’imbattersi in quello che “a me il calcio mi fa schifo”. Che va benissimo, figurarsi. Oddio, farebbe miglior figura a dire “no guarda, non m’interessa, non mi diverte, non mi dice nulla”. E tutti a casa. Con quel sentirsi schifato mette in bella mostra un atteggiamento che non riesco neanche più a compatire, solo a disprezzare malamente. Perché sei snob dentro, sei tanto snob. E sei talmente tanto snob, che ti piace farlo sapere in giro. Cosa c’è, poi, di più mediocre che fare la voce grossa di fronte a un monumento popolare qual è il calcio in Italia? Bella forza, è una vittoria facile: troverai sempre qualcuno che sta dalla tua. Il problema è che raramente si trova qualcun’altro con sufficiente sangue freddo, schiettezza o voglia di ribattere con un: “madonna quanto sei sfigato”. Perché sì, se vieni a trifolare gli zebedei perché la gente si riversa in strada (e ovviamente è il caso odierno) per festeggiare una vittoria della propria squadra, non sei uno che ha passioni differenti (più che lecito), ma solo uno sfigato. Un poveretto che non sa come gridare ai quattro venti quanto si senta diverso dal resto del mondo. Resto del mondo che è bue, povero, cialtrone, ignorante, massificato, cretino, violento e assolutamente becero. Perché? Perché il calcio è lo sport nazionale e quindi viene da sé, roba per bovini che si spostano in massa e suonano il clacson.


Italiani verso il Circo Massimo per la festa del 2006

Addirittura, poco fa, sul già accennato Facebook leggo di chi si disgusta di fronte a questi filari d’auto con bandiere e mano premuta goliardicamente al centro del volante: se solo mettessero in bella mostra tutto questo fervore (eccola la teoria illuminata) per protestare di fronte alle ingiustizie del mondo d’oggi, allora vivremmo in un pianeta migliore, infilati in una società più giusta. Ma, di grazie, che minchia stai dicendo? Ma davvero nessuno ti ha ancora citofonato per mandarti a ranare? Ma quanto puoi essere invidioso di questo bel sentimento collettivo (o almeno di una parte della collettività) per berciare certe scemenze sociali-attiviste? Ma basta, ma levati, ma togliti di torno, ma cercati uno sport, seguilo e non stracciatellare le bolas al prossimo.
Trattasi non solo di clamorosa mancanza del bersaglio, ma anche di povertà interiore e soprattutto di egoismo. Incredibile, il mondo non è tutto fatto a tua misura, è uno scandalo fratello! Sessanta milioni di persone che non la pensano esattamente come te! Ma dove andremo mai a finire? Tutti in una bella fossa comune questi contadini con la licenza media che si permettono di appassionarsi a uno sport, a un evento, a una competizione, a una sfida umana. Tutti in miniera, questi che gioiscono, se la prendono a cuore, si fan prendere dallo sconforto e poi, magari, si ritrovano a saltellare in piazza gridando come degli ossessi. Perché? “Perché a me dà fastidio”. Hai capito? A lui dà fastidio. Avendo deciso tempo fa che del calcio non gli frega nulla, ora fa l’asceta illuminato. Quasi certo che è uno di quelli che poi tesse le lodi del terzo tempo del rugby… “quello sì che è uno sport elegante”. Ma dai, davvero, prendi l’auto e vai a controllare se è tanto facile morire guidando di notte a fari spenti.
Qualche anno fa mi sono ritrovato in una situazione identica nel post Italia – Francia che ha regalato agli azzurri (e alla stragrande maggioranza di una nazione) un Mondiale e una notte di fuoco. Il mio amico, a cui voglio sinceramente bene, si lamentava di queste “teste di cazzo che andavano a fare bordello per strada a Milano”. Ci ho pensato qualche secondo e poi ho creduto giusto rispondere con l’unica risposta valida in quella occasione: “ma vaffanculo”. Sei scollegato dallo zetigeist, sei fuori dal tunnel, sei fuori dal tempo: ti piace? Fantastico, nessuno di noi poveri sfigati verrà a infastidirti. Tu, però, cerca di sintonizzarti meglio sulla vita che ti circonda.

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3 commenti su “Lo snob che odia il calcio non va compatito

  1. Secondo la mia esperienza quelli che proprio odiano il calcio alla fine sono quelli che ci avrebbero voluto giocare e non son stati capaci.
    Può anche non piacerti ma quando c’è snobbismo, svalutazione totale ed odio accanito c’è qualcosa che non và..
    Questi tipi accaniti hanno dato due calci ad un pallone, hanno visto che per riuscire a giocare bene ci voleva impegno e quindi per non mettersi in gioco hanno scelto altri sport, condannando il calcio, che vive bene anche senza di loro…La tecnica s’impara ed il fisico si costruisce, è uno sport che si prende parecchie energie e parecchio tempo.
    La verità è che si tratta di uno degli sport piu’ belli al mondo e la finale dei mondiali la guardano tutti…C’è molta ipocrisia verso uno sport che alla fine può darti tutto, fama, successo, soldi, donne, divertimento, soddisfazione.
    Un calciatore con tutti i soldi che prende e con l’immagine che si fa può dare un grosso contributo al mondo, in tanti lo fanno.
    Poi il calciatore pettinato, sbruffone, che simula e tutto il resto rappresenta uno stereotipo, non è vero che i calciatori sono così, ce ne sono solo alcuni..Altri invece sono veri e propri combattenti che darebbero pan per focaccia anche ad “atleti” di altri sport, esempio Drogba o Ibrahimovic sono due bestie..Pirlo in una partita si spara 22 km un giocatore di Rugby molto meno e con molte meno accellerazioni..Infatti se guardiamo i giocatori di mischia sono certamente molto muscolosi ma sono anche dei grassoni.
    Castrogiovanni fa 170 di panca ma non si muove.
    Quello lo chiamano lo sport nobile, io ci ho trovato solo gente che avrebbe voluto giocare a pallone e non aveva il coraggio di farlo.
    Poi la loro bella morale mi fa ridere, ad ogni partita c’era una rissa, lo sò perchè ci ho giocato.
    Quando son riuscito a passare dal Rugby a buone categorie dilletantistiche di Calcio ho perso tutte le “amicizie” erano diventati di un’invidia molesta.

    Il fatto è che in questo paese ogni bambino prova la vergogna di non saper giocare a pallone, anche perchè nessuno spiega che NESSUNO nasce con i piedi d’oro, il calcio è come gli altri sport.

    Lo dice anche Baggio nel suo libro: “Quelli che dicono che sono nato così bravo mi fanno incazzare, si mangiassero tutta la merda che ho mangiato io cambierebbero idea subito!”

    La tecnica è importante ma alla fine come in tutti gli sport conta il cuore, Batistuta non sapeva palleggiare bene ed è stato uno dei piu’ grandi attaccanti mai esistiti…

    A quelli che odiano il calcio: aprite le menti coglioni !!! Oppure non rompete le scatole e guardatevi i vostri sport che ritenete “superiori”.
    Noi del calcio vi guardiamo con consapevolezza che non c’è superiorità ma solo quello che a un piace fare.

    1. spè che provo a spiegartelo in un migliaio di parole. non è il calcio il problema, sono le tifoserie.
      e grazie al cazzo direi pure, la metà è già stata in galerà. e no, non mi adatto a 4 maiali che per festeggiare hanno bisogno di sguazzare nel loro stesso porcile, e scassano qualsiasi cosa toccano. per me ti può piacere il calcio come il canoa polo; puoi sentirti unito alla tua bella tifoseria col tuo bel “sentimento comune” o puoi andarti a chiudere in chiesa e seguirne un’altro di sentimento comune; basta che non mi distruggi la città dove vivo perché a quel punto mi girano a me le bolas e ti apro la faccia in 4. la poesia del calcio? bella! bellissima! dentro lo stadio potete fare quello che volete! i beni comuni no. quello significa essere autoreferenziali, fottersene della città in cui vivi o che ha ospitato la partita e metterti a spaccare roba perché “minchia forza Italia mi devo divertire e devo sfasciare tutte cose!!!” e scusa se è poco. sono snob per questo? perché mi sta sul culo che mi distruggono mezza città? e allora come dici tu, da domani cammino col lacché che mi sventola le chiappe. e si, mi sento superiore perché i miei genitori mi hanno dato un’educazione in cui la civiltà e il senso del bene comune sono valori aggiunti, non qualcosa di cui vergognarsi. e anche sticazzi.

      1. Hai ragione. Comunque chi fa casino è un buzzurro e non ha niente di gentleman e un educazione scadente. Inoltre il calcio come tutte le cose comuni rispecchia la mancanza di originalità e la massificazione dei modi di essere e pensare.
        Mi ricordo una cena fatta anni fa con colleghi delle superiori. Nessuno che ha chiesto agli altri: cosa fai, come stai che cosa hai realizzato nella vita. Tutto il tempo a parlare di calcio mercato. Chi guarda calcio è messo proprio male! Buffoni! Spero che qualcuno sano di mente sospende questa attività indecente.