Il pixel è nudo

Trip da bit per beat (Bit.Trip.Beat @ Wii)
Trip da bit per beat (Bit.Trip.Beat @ Wii)

C’è gente a cui piace essere sincera: Bit.Trip.Beat dice tutto nello strepitoso titolo. Con i punti a creare un finto richiamo elettronico, una condizione binaria e forse a dare ritmo. Lo stesso ritmo promesso (e mantenuto) da quel Beat finale, arricchito dallo stile scodinzolato dal Bit e perpetuato in un lungo Trip, in senso figurato e meno figurato. Lo ha messo in piedi Aksys Games, chiedendone il permesso ai ragazzi di Gaijin e lo trovate al modico prezzo di 6 Euro sugli scaffali elettronici del Wii Shop. Bit.Trip.Beat è Arkanoid rivisto e reso divertente, perché chiariamo subito: Arkanoid era una mostruosa rottura di palle, come conferma ampiamente la riedizione voluta da Taito e lanciata poche settimane fa in zona Xbox 360. Invece Bit.Trip.Beat è intelligente, malato, sagace, fulminato in testa, colorato e tossico: nel (molto) bene e nel (poco) male. Il poco male è un male però necessario, quello del sistema di controllo appoggiato all’utilizzo in senso orizzontale del telecomando Wii, che va fatto ruotare sul suo asse icchese per muovere verso l’alto e il basso la stanghetta su schermo, impegnata a ricacciare indietro le orde di pixel nudi e crudi lanciati a ritmo da destra verso sinistra. Ecco, funziona, e funziona bene, solo che è un controllo nervoso e irascibile, capace di rilevare ogni millesimo di inclinazione e con giornate afose come queste e giochi crudeli e bucasinapsi come Bit.Trip.Beat ti ritrovi alla fine con una spugna di sudore al posto della mani. Il telecomando si è sciolto nella presa. Però va bene così, perché nel mezzo è tutto un danzare di quadratini, con coreografie improvvisate o delicatamente organizzate, esplosioni e accelerazioni. Finti rallentamenti e innumerevoli ballerini tutti presi a ridurre in liquido quel poco che rimane di buono in testa dopo i primi cinque o dieci minuti di gioco. Bit.Trip.Beat: farsi male per volersi bene.

Zavalutazione: ♥♥♥♥

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